In Giappone l’arrivo dell’autunno non è semplicemente un cambio di stagione. È un momento atteso, osservato e celebrato quasi quanto la fioritura dei ciliegi in primavera. Quando aceri, ginkgo e foreste iniziano a tingersi di rosso, arancio e oro, milioni di giapponesi si dedicano al momijigari, l’antica tradizione di andare alla ricerca dei colori più belli dell’autunno.
Il foliage in Giappone trasforma templi, giardini, montagne e città in scenari completamente diversi da quelli che si possono osservare nel resto dell’anno. Kyoto si accende di rosso, i viali di Tokyo diventano dorati, mentre nelle regioni montuose il cambiamento delle foglie comincia molto prima, creando una sorta di onda cromatica che attraversa progressivamente tutto il Paese da nord verso sud.
Per chi sta pensando a un viaggio in Giappone in autunno, il periodo del momijigari rappresenta quindi una delle occasioni più affascinanti per scoprire il Paese e comprendere il profondo rapporto che la cultura giapponese mantiene con il susseguirsi delle stagioni.
La parola momijigari (紅葉狩り) viene generalmente tradotta come “caccia alle foglie rosse” o “caccia ai colori autunnali”. Il termine momiji richiama soprattutto le foglie degli aceri giapponesi che diventano rosse durante l’autunno, mentre gari significa letteralmente “caccia”.
Non bisogna però immaginare una vera caccia. Fare momijigari significa recarsi nei luoghi in cui il foliage ha raggiunto il momento più spettacolare, passeggiare tra gli alberi, osservare le sfumature delle foglie e apprezzare il paesaggio.
È una consuetudine profondamente radicata nella cultura nipponica. Secondo la Japan National Tourism Organization, le origini del momijigari risalgono al periodo Heian, quando l’aristocrazia di Kyoto organizzava escursioni sulle montagne per ammirare i colori autunnali, componendo poesie e musica ispirate al paesaggio. Nei secoli successivi questa pratica si diffuse progressivamente tra tutta la popolazione.
Da questo punto di vista il momijigari ricorda molto l’hanami, la celebre tradizione primaverile dell’osservazione dei ciliegi in fiore. In entrambi i casi la natura diventa occasione di incontro, contemplazione e viaggio.
Quando si parla di foliage giapponese si incontrano spesso due termini: momiji e koyo.
Koyo indica in senso più generale il cambiamento di colore delle foglie in autunno, mentre momiji viene associato soprattutto agli aceri giapponesi, le cui foglie assumono intensissime tonalità rosse. Accanto al rosso degli aceri è altrettanto caratteristico il giallo luminoso dei ginkgo biloba, presenti in moltissimi parchi, giardini e viali cittadini.
Il risultato è un paesaggio estremamente vario. Gli aceri possono passare dal verde al giallo, all’arancione fino al rosso intenso e persino a tonalità violacee; altre specie creano invece sfumature dorate, ambrate e marroni. La grande diversità della vegetazione giapponese contribuisce a rendere particolarmente spettacolare il foliage.
Ed è proprio questa combinazione di colori a rendere l’autunno una delle stagioni fotograficamente più affascinanti per visitare il Giappone.
Una delle caratteristiche più interessanti del foliage in Giappone è la sua durata. Non esiste infatti un unico momento valido per tutto il Paese.
La stagione segue una progressione opposta rispetto alla fioritura dei ciliegi: mentre i sakura iniziano generalmente a fiorire nelle regioni meridionali e avanzano verso nord, i colori autunnali compaiono prima nelle zone più fredde e nelle aree montane per poi scendere gradualmente verso il centro e il sud del Paese.
Indicativamente, il foliage può essere osservato dalla seconda metà di settembre fino ai primi giorni di dicembre, a seconda della latitudine e dell’altitudine.
Nelle montagne dell’Hokkaido i primi colori possono apparire già a settembre. Tra ottobre e novembre il fenomeno interessa progressivamente Tohoku, le Alpi Giapponesi e le regioni centrali, mentre città come Tokyo, Kyoto e Osaka raggiungono generalmente il momento più spettacolare tra la seconda metà di novembre e l’inizio di dicembre.
È importante ricordare che le date cambiano ogni anno. Temperature, piogge e condizioni climatiche possono anticipare o ritardare il cambio di colore delle foglie, motivo per cui in Giappone vengono pubblicate vere e proprie previsioni del foliage, analoghe alle famose previsioni della fioritura dei ciliegi.
Per l’autunno 2026, la prima previsione pubblicata il 2 settembre dalla Japan Meteorological Corporation indica una stagione generalmente in linea con la media o leggermente più tardiva in diverse zone del Paese, a causa delle temperature autunnali previste superiori alla norma.
Per gli aceri rossi, la previsione indica al momento Tokyo intorno al 29 novembre, Kyoto intorno all’11 dicembre, Osaka intorno al 4 dicembre e Hiroshima intorno al 28 novembre. Il ginkgo tende invece a raggiungere prima la colorazione gialla: la previsione 2026 indica il 26 novembre circa per Tokyo e il 27 novembre per Kyoto.
Queste date devono naturalmente essere considerate indicative: durante l’autunno le previsioni vengono progressivamente aggiornate sulla base dell’andamento reale delle temperature.
Da nord a sud, il Giappone offre centinaia di luoghi celebri per il momijigari. Alcuni si trovano nelle grandi città, altri richiedono escursioni verso montagne, vallate e piccoli centri.
Tra le mete più interessanti troviamo:
Tra tutte le destinazioni giapponesi, Kyoto durante il foliage occupa un posto particolare.
L’antica capitale possiede centinaia di templi, santuari e giardini, molti dei quali furono progettati proprio per valorizzare il mutare delle stagioni. In autunno le architetture in legno, i ponti, i laghetti e i giardini zen vengono incorniciati dalle foglie degli aceri.
Alcuni templi organizzano inoltre aperture serali e illuminazioni dedicate al periodo del foliage, offrendo la possibilità di osservare gli alberi dopo il tramonto.
È però anche uno dei momenti più frequentati dell’anno. Kyoto può diventare particolarmente affollata quando i colori raggiungono il loro massimo splendore.
La primavera dei sakura è probabilmente l’immagine più famosa del Giappone, ma l’autunno offre un’esperienza altrettanto affascinante e, per certi aspetti, più varia.
La fioritura dei ciliegi è relativamente breve e il momento ideale può concentrarsi in pochi giorni. Il foliage si sviluppa invece progressivamente lungo il territorio e cambia in base all’altitudine. Questo permette di incontrare colori diversi durante uno stesso viaggio, soprattutto costruendo un itinerario che attraversi più regioni.
Anche il clima rappresenta un vantaggio: ottobre e novembre sono generalmente mesi piacevoli per viaggiare, con temperature più fresche rispetto all’estate e condizioni ideali per passeggiare nelle città, visitare templi e trascorrere tempo all’aperto.
Non si tratta quindi di stabilire quale stagione sia “migliore”. Sakura e momiji rappresentano due modi differenti di vivere il Giappone e la sua sensibilità verso la natura.
Viaggiare in questo periodo richiede una certa programmazione. Le località più conosciute, soprattutto Kyoto, possono registrare una forte richiesta e le date del picco cromatico non sono identiche ogni anno.
Il modo migliore per vivere il momijigari è quindi considerare il foliage come parte del viaggio e non come un fenomeno legato a una singola giornata. Inserendo nell’itinerario grandi città, giardini, templi e qualche area naturale o montana si aumentano notevolmente le possibilità di incontrare paesaggi autunnali spettacolari.
E soprattutto vale la pena rallentare. Perché il momijigari, nella sua essenza, non significa semplicemente fotografare un acero rosso: significa fermarsi a osservare il cambiamento della natura, esattamente come fanno i giapponesi da secoli.
Il rosso degli aceri di Kyoto, i ginkgo dorati di Tokyo, i templi immersi nei colori e i paesaggi delle montagne rendono l’autunno in Giappone uno dei periodi più suggestivi per scoprire il Paese.
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