VIAGGIARE SICURI
AI TEMPI DEL COVID-19
VIAGGIARE
SICURI AI
TEMPI DEL
COVID-19

VIAGGIA SICURO,
SEMPRE!

Ci impegniamo a fornire informazioni aggiornate per consentire ai nostri clienti che vogliono e possono viaggiare di farlo in sicurezza in Italia e nel mondo.
Di seguito la lista delle destinazioni da noi trattate corredate dagli aggiornamenti sulla situazione Covid-19

Come leggere i dati:


DESTINAZIONE APERTA

DESTINAZIONE APERTA
CON RESTRIZIONI
(esempio: quarantena in loco fino a 7 gg)

DESTINAZIONE CHIUSA
(o necessaria quarantena in loco superiore a 7 gg)

Ultimo aggiornamento: 24/06/2021

ITALIA & COVID-19

LE MISURE SUL TERRITORIO NAZIONALE

COVID-19. NORMATIVA ITALIANADal 16 maggio al 30 luglio 2021, gli spostamenti da/per l’estero sono disciplinati  da: DPCM 2 marzo 2021 e Ordinanza 14 maggio 2021. Inoltre, fino al 21 giugno 2021, sono prorogate le misure dell’Ordinanza 29 aprile 2021 e dell’Ordinanza 6 maggio 2021 (relative a Bangladesh, India e Sri Lanka).

La normativa italiana individua cinque elenchi di Paesi a cui si applicano misure differenti, più alcuni Paesi sottoposti a misure speciali.

Le disposizioni riportate di seguito hanno carattere riassuntivo.  Per tutti i dettagli, si raccomanda vivamente l’attenta lettura dell’Approfondimento disponibile su questo sito web.

A – San Marino, Città del Vaticano
B –  Stati e territori a basso rischio epidemiologico, che verranno individuati con apposita Ordinanza, tra quelli di cui all’elenco C. Al momento, nessuno Stato è in questo elenco.
C –Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca (incluse isole Faer Oer e Groenlandia), Estonia, Finlandia, Francia (inclusi Guadalupa, Martinica, Guyana, Riunione, Mayotte ed esclusi altri territori situati al di fuori del continente europeo), Germania, Grecia, Irlanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi (esclusi territori situati al di fuori del continente europeo), Polonia, Portogallo (incluse Azzorre e Madeira), Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna (inclusi territori nel continente africano), Svezia, Ungheria, Islanda, Norvegia, Liechtenstein, Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord (compresi Gibilterra, Isola di Man, Isole del Canale e basi britanniche sull’isola di Cipro), Svizzera, Andorra, Principato di Monaco, Israele.
D– Australia, Canada, Giappone, Nuova Zelanda, Repubblica di Corea, Ruanda, Singapore, Stati Uniti, Tailandia.
E – Resto del mondo: tutti gli Stati e territori non espressamente indicati in altro elenco.  

ATTENZIONE: sono previste disposizioni specifiche per Brasile, India, Bangladesh e Sri LankaPer i dettagli, si raccomanda di leggere con attenzione l’Approfondimento disponibile su questo sito web.

Le nostre garanzie per viaggiare in sicurezza

Formula “ Prenota Senza Pensieri”

Per la prenotazione dei nostri pacchetti  la cancellazione è gratuita fino a 30 giorni dalla partenza.

Assicurazione Viaggio per  assistenza, bagaglio e spese mediche con copertura sanitaria anche per Covid-19

Ogni nostro pacchetto include l’assicurazione per assistenza in viaggio, bagaglio e spese mediche che garantisce assistenza in viaggio e copertura sanitaria anche in caso di Covid-19 e “cover stay” che garantisce al viaggiatore tutela in caso di contrazione del virus in viaggio (ad esempio eventuali spese di quarantena e modifiche di viaggio a essa legate, eventuale indennità forfettaria giornaliera in caso di ricovero etc)

Assicurazione Annullamento Viaggio anche in caso di Covid-19

Per ogni nostro pacchetto il viaggiatore ha la possibilità di acquistare l’assicurazione contro annullamento viaggio con copertura anche per Covid-19 che garantisce l’annullamento fino all’utilizzo del primo servizio contrattualmente previsto.

OCEANO INDIANO

MALDIVE & COVID-19

Le Maldive hanno riaperto al turismo internazionale dal 15 luglio 2020.

A tutti i viaggiatori viene richiesta una prenotazione confermata presso una struttura ricettiva  per l’intera durata del soggiorno nel paese.

Per l’ingresso alle Maldive è richiesto un test PCR negativo al COVID-19 effettuato al massimo 96 ore prima del viaggio se si soggiorna in un resort ; e 72 ore prima del viaggio se si soggiorna in una guest house .

Il viaggiatore prima della partenza per il viaggio – entro 24h dall’arrivo alle Maldive –  deve compilare on line un modulo  sullo stato di salute (health declaration form) direttamente sul sito dell’ufficio immigrazione del governo maldiviano http://imuga.immigration.gov.mv

Per l’uscita dalle Maldive – in base alle normative del Paese d’origine o su richiesta della compagnia aerea utilizzata – può essere necessaria l’effettuazione di un ulteriore test che viene organizzato direttamente nella struttura ricettiva dove si soggiorna.  Inoltre si deve nuovamente compilare on line la dichiarazione sullo stato di salute.

Per ulteriori dettagli è possibile consultare  la Guida per la Ripartenza del Turismo nelle Maldive, pubblicata dal Ministero del Turismo di Male e disponibile sul sito web dell’Ambasciata d’Italia in Colombo.

Permane il divieto di ingresso e attracco e sbarco per le navi da crociera, yachts e barche safari.

Per i turisti residenti in Italia: si ricorda che la normativa italiana attualmente vigente  non consente spostamenti o viaggi per turismo verso i Paesi inclusi nell’elenco E, che comprende anche le Maldive, e che per i rientri dalle Maldive, al momento,  è richiesto l’isolamento fiduciario (quarantena)  di 14 giorni presso la propria abitazione.

MAURITIUS & COVID-19

Ultima ora:  a  seguito di nuovi casi di Covid-19 a Mauritius, il Governo ha disposto un lockdown fino al 31 maggio 2021 con la chiusura di tutte le frontiere aeree e marittime. Pertanto fino a tale data Mauritius è chiusa al turismo internazionale.

Questa iniziativa blocca  il processo  che in questi  mesi aveva visto le autorità locali predisporre – pur con estrema prudenza –   una progressiva  riapertura al turismo internazionale . Infatti dal 1 ottobre 2020, i confini erano stati  riaperti ai viaggiatori che prevedano di soggiornare sull’isola per medio- lunghi periodi: i turisti  in arrivo a Mauritius dovevano  essere in possesso di  un test PCR negativo al COVID-19 effettuato non oltre 7 giorni prima della partenza.  Per arrivi fino al 31.05.2021, una volta giunti sull’isola, era obbligatorio sottoporsi ad un periodo di quarantena di 14 giorni in strutture ricettive approvate dal governo.  Durante il periodo di quarantena, i viaggiatori avrebbero dovuto  sottoporsi  ad altri 2 test PCR : a 7 e a 14 giorni dall’arrivo.

Con il nuovo lockdown e la chiusura dei confini la destinazione di fatto è attualmente non visitabile.

SEYCHELLES & COVID-19

A seguito della decisione governativa del 04.03.2021, con effetto immediato le Seychelles  riaprono al turismo internazionale.

La decisione di rivedere e allentare le procedure di ingresso nel paese si è resa possibile  grazie al successo conseguito  dalla campagna di vaccinazione ed immunizzazione contro il Covid-19 che il paese ha intrapreso all’inizio del 2021.

Quindi le Seychelles accoglieranno visitatori da tutto il mondo, indipendentemente dal loro stato di vaccinazione, a partire dal 25 marzo 2021.

Ai visitatori del Sud Africa non sarà ancora consentito l’ingresso alle Seychelles per il momento fino a un’ulteriore revisione .

I visitatori saranno tenuti a presentare esclusivamente  un test PCR negativo eseguito 72 ore prima della partenza.

Non ci saranno requisiti di quarantena né restrizioni ai movimenti all’ingresso alle Seychelles.

Inoltre, il soggiorno minimo negli stabilimenti all’arrivo non sarà più applicabile.

Indipendentemente da quanto sopra, i visitatori saranno comunque tenuti a continuare a rispettare le misure di salute pubblica messe in atto in considerazione della pandemia, tra cui l’uso di mascherine  per il viso, il distanziamento  sociale, l’igiene regolare e il lavaggio frequente delle mani che rimangono applicabili come da avviso di viaggio pubblicato sul sito web del Dipartimento del turismo: http://tourism.gov.sc/. Allo stesso modo, a tutti gli operatori turistici sarà comunque richiesto di seguire la procedura operativa e il protocollo standard COVID-19 vigenti.

Le nuove misure consentono inoltre ai visitatori di accedere a tutte le aree comuni all’interno dei locali delle strutture ricettive, inclusi bar, piscine, spa e miniclub.

Le autorità seychellesi continueranno il monitoraggio  delle nuove misure di ingresso per garantire che in ogni momento la salute e la sicurezza dei visitatori e della popolazione locale siano sempre garantite.

Per i viaggiatori italiani: si ricorda che per la legislazione attualmente vigente, al momento agli Italiani non è consente viaggiare per turismo verso Paesi dell’elenco E (tra cui ci sono anche le Seychelles)

SRI LANKA & COVID-19

A seguito della decisione governativa del 24.01.2021, lo Sri Lanka ha riaperto i propri confini  al turismo internazionale.

Per questo sono state stabilite delle procedure per consentire di visitare l’isola in sicurezza.

Di seguito riportiamo sinteticamente tali procedure rimandando per tutti gli approfondimenti al sito https://www.srilanka.travel/helloagain/

Non è richiesta nessuna quarantena all’arrivo e per l’ingresso nel Paese oltre al visto da richiedere on line sul sito http://www.eta.gov.lk/slvisa/,  si deve presentare test PCR negativo al COVID-19 effettuato  al massimo 96h prima del viaggio.

È inoltre necessaria un’ assicurazione sanitaria per la copertura COVID-19.

Durante la permanenza nel Paese vanno effettuati ulteriori test PCR: 2 se il soggiorno è inferiore ai 7 giorni e 3 per soggiorni superiori alla settimana.

L’assicurazione (12 USD) ed i test in Sri Lanka (40 USD per test) vanno acquistati direttamente al momento della richiesta del visto on line.

Volendo visualizzare per punti quanto richiesto per visitare Sri Lanka :

  • NON è richiesto un soggiorno minimo
  • I primi 14 giorni del soggiorno sono limitati ad una lista di hotel selezionata dalle autorità governative
  • Visto di ingresso: deve essere pre-acquistato on line specificando  anche l’hotel confermato
  • Al momento della richiesta del visto, è necessario effettuare l’acquisto dei test PCR  in base alla durata del soggiorno (a  40 USD per test) +  assicurazione Covid (12 USD a persona e valida per 30 giorni)
  • Requisiti obbligatori
    • All’arrivo si deve presentare all’Immigrazione un visto valido, un rapporto  PCR negativo e un modulo di dichiarazione sanitaria
    • Si deve scaricare l’app Visit Sri Lanka tramite Playstore o Appstore che  monitorerà i movimenti del visitatore e offrirà servizi ed informazioni utili per il soggiorno.
    • Il primo PCR verrà eseguito presso il primo hotel del soggiorno prima del check-in
    • Fino all’ottenimento del risultato (in circa 24 ore) si avrà mobilità limitata
  • Se il risultato è negativo, si possono utilizzare tutte le strutture dell’hotel e  ci si potrà spostare in altri hotel di livello 1 in Sri Lanka
  • Attualmente sono stati selezionati 17 siti visitabili in base  all’hotel di soggiorno
  • Non esiste alcun requisito obbligatorio per il test PCR prima della partenza
  • Tuttavia, se richiesto dalla destinazione finale / compagnia aerea, questo può  essere organizzato in loco

AFRICA

NAMIBIA  & COVID-19

Il governo della Namibia pur mantenendo un atteggiamento di prudenza, sta gradualmente allentando le limitazioni all’ingresso nel Paese che ora è consentito per ragioni lavorative, formative, di salute e per turismo.

L’ingresso in Namibia è previsto per via aerea attraverso l’aeroporto internazionale “Hosea Kutako” di Windhoek e l’aeroporto di Walvis Bay.  Sono aperte tutte le frontiere terrestri e marittime.  Alla frontiera tra Namibia e Sud Africa, a partire dal 15 febbraio 2021 sono stati riaperti dalle autorità sudafricane anche agli spostamenti per turismo i soli varchi di Nakop e Vioolsdrift.

Per l’ingresso in Namibia è necessario presentare test PCR negativo al COVID-19 effettuato  al massimo 72 ore  prima della partenza.  Per i bambini di età inferiore ai 5 anni non è richiesto alcun test.

Si potrà quindi entrare nel Paese ma con l’obbligo di osservare una quarantena a proprie spese e  svolgere un altro test PCR (sempre a proprie spese) presso una struttura riconosciuta dal Ministero della Salute Namibiano. Se il test risulta negativo si potrà uscire dalla quarantena mentre se il test risulta positivo si resta  in quarantena fino a quando  il test avrà esito negativo.

Anche per i vaccinati sarà necessario presentare test PCR negativo al COVID-19

Le presenti norme restano in vigore fino al 31 marzo 2021.

TANZANIA E ZANZIBAR  & COVID-19

Il governo della Tanzania a cui appartiene anche l’isola di Zanzibar  ha rimosso quasi tutte le misure precauzionali inerenti al COVID-19.

In base al Travel Advisory del Ministero della sanità del Paese, tutti i viaggiatori in arrivo sono sottoposti esclusivamente a screening  della temperatura corporea.  Tutti coloro a cui verrà riscontrata una temperatura elevata verranno obbligatoriamente sottoposti a test in loco.

Non è prevista la quarantena in arrivo, così come non risulta obbligatorio effettuare un test PCR  con esito negativo  al Covid 19 per l’arrivo in Tanzania e a Zanzibar, fatto salvo che ciò non sia richiesto dalla linea aerea prescelta per il viaggio.  A questo proposito  si raccomanda, di verificare le condizioni di volo con la compagnia aerea prima della partenza.

Tutti  i viaggiatori in partenza dal Paese ove richiesto dal Paese di destinazione, dovranno sottoporsi al test per il Covid 19 e munirsi di un certificato di negatività al virus.  Le autorità locali raccomandano di recarsi in una delle strutture abilitate preferibilmente entro i 5 giorni precedenti la data del viaggio e comunque in base alla validità temporale del test richiesta dalla normativa del Paese di destinazione.

In assenza di informazioni ufficiali sull’effettivo andamento dell’epidemia di Covid-19 in Tanzania e a Zanzibar, si raccomanda di prendere contatto con la compagnia aerea di riferimento per verificare le disposizioni eventualmente in vigore ed una volta in loco si raccomanda cautela da un punto di vista sanitario osservando rigorosamente le regole di igiene e facendo sempre attenzione alle condizioni di salute proprie e delle persone vicine.
Si prega di notificare i propri dati al momento dell’arrivo in Tanzania all’Ambasciata a Dar es Salaam.

SUD AFRICA  & COVID-19

I confini sudafricani sono attualmente aperti a tutti i viaggiatori internazionali.

Sono quindi aperti ai voli internazionali gli aeroporti di Johannesburg, Durban e Cape Town.

I viaggiatori di qualunque Paese sono ammessi in Sud Africa se in possesso di un test PCR con risultato negativo al Covid-19 effettuato al massimo  72 ore prima del viaggio.

I viaggiatori che non siano in grado di produrre idonea certificazione saranno sottoposti a quarantena a proprie spese. Chi presenta  un test falso è bandito dal Sud Africa per un periodo di almeno 5 anni.

Dal 15 febbraio 2021 anche le principali frontiere di terra sono state riaperte anche per il turismo.
– con il Botswana: Kopfontein, Skilpadshek, Ramatlabama
– con Eswatini: Oshoek, Golela, Jeppes Reef, Mananga, Mahamba
– con il Lesotho: Maseru Bridge, Ficksburg, Van Rooyensgate, Qachasnek, Caledonspoort, Sani Pass
– con il Mozambico: Lebombo, Kosibay
– con la Namibia: Nakop, Vioolsdrift
– con lo Zimbabwe: Beitbridge
In tutti i posti di frontiera indicati, ad eccezione  di  Van Rooyensgate, Qachasnek, Caledonspoort al confine con il Lesotho, è possibile effettuare il  test antigenico rapido al costo di 300 rand.

2 giorni prima della data del viaggio,  i viaggiatori in arrivo e partenza  per il Sud Africa devono compilare il questionario di viaggio Travel Health Questionnaire – THQ .

All’arrivo viene misurata la temperatura dei passeggeri  e ne vengono esaminate le condizioni di salute. Nel caso si presentino sintomi  potenzialmente collegati al Covid-19 si viene sottoposti a test. In attesa dei risultati, e in caso di test positivo, i viaggiatori dovranno soggiornare a loro spese in strutture per la quarantena obbligatoria.

È richiesto che i viaggiatori siano in possesso di una assicurazione di viaggio.

I viaggiatori sono inoltre invitati a scaricare e installare sui propri telefoni cellulari la app “Covid Alert South Africa”.

Anche per i passeggeri in transito in Sud Africa è richiesto un test PCR negativo effettuato nelle 72 ore antecedenti il viaggio.

In seguito all’emergere in Sud Africa di una variante del virus Covid-19, diverse compagnie hanno introdotto, anche per l’imbarco dal Sud Africa verso l’Europa, il requisito obbligatorio di un test PCR negativo.

In considerazione dei continui cambiamenti dei requisiti per i viaggi verso le diverse destinazioni, si raccomanda di verificare sempre con la compagnia aerea quali siano gli eventuali requisiti per l’imbarco o se vi siano state sospensioni dei voli e di dotarsi comunque di un test negativo previa verifica sul tipo di test e le tempistiche richieste dalla compagnia o dal paese di ingresso.

Considerato l’elevato numero dei contagi in Sud Africa, non si possono escludere future ulteriori restrizioni agli spostamenti che potrebbero complicare eventuali rientri in Italia. Si raccomanda di tenere presente questa eventualità e di rivolgersi per tempo alla propria compagnia aerea.

È attualmente consentito spostarsi liberamente tra le provincie sudafricane, tanto su terra quanto per via aerea, anche per turismo.

Nel caso in cui si viaggi con figli minori, si raccomanda di portare con sé copia dei relativi certificati di nascita plurilingue (“unabridged birth certificate”) e, nel caso di viaggio con un solo genitore o con accompagnatore, anche una lettera di consenso scritto del genitore che non viaggia (o di entrambi se l’accompagnatore fosse una terza persona), scritta in inglese in carta semplice e corredata da un documento di identità.

Per i cittadini italiani, è stata reintrodotta dal Governo Sudafricano l’esenzione dall’obbligo di visto per per soggiorni inferiori ai 90 giorni (e quindi non è necessario presentare domanda di visto nelle Ambasciate e Consolati sudafricani)

AMERICHE

BRASILE & COVID-19

Le misure di contrasto alla diffusione dei contagi di COVID-19 in Brasile sono in vigore fino a nuovo ordine ed includono un divieto di ingresso dello straniero per via terrestre o marittima da cui sono escluse solo alcune categorie di viaggiatori.  Continua ad essere ammesso l’ingresso per via terrestre dello straniero che abbia necessità di imbarcarsi su un volo di rientro, previa autorizzazione della Polizia Federale richiesta dall’Ambasciata del Paese di residenza.

Per quanto riguarda i viaggiatori internazionali per via aerea, dal 30 dicembre 2020, per l’ingresso in Brasile, è necessario presentare prima dell’imbarco alla compagnia aerea  di riferimento :
1) un documento che attesta l’effettuazione di un test PCR con risultato negativo al Covid-19 effettuato al massimo  72 ore prima del viaggio osservando i seguenti criteri:
a) il documento dovrà essere in portoghese, spagnolo o inglese;
b) il test dovrà essere effettuato in un laboratorio riconosciuto dall’autorità sanitaria del paese di provenienza;
c) in caso di volo con coincidenze o scali in cui il viaggiatore rimanga nell’area ristretta dell’aeroporto, si terrà conto del periodo di 72 ore fino all’imbarco nella prima tratta del viaggio;
d) il viaggiatore che supererà i varchi migratori oltre le 72 ore dal test dovrà presentare un documento comprovante la realizzazione di un nuovo test con esito negativo/non reagente per il coronavirus SARS-CoV-2 al check-in al fine di imbarcarsi per il Brasile;
e) il viaggiatore  di età inferiore ai 12 anni che viaggia accompagnato è esonerato dalla presentazione del documento comprovante l’effettuazione del test  a condizione che tutti gli accompagnatori presentino il documento attestante il risultato del test con esito negativo al Covid-19;
f) i viaggiatori di età compresa tra 2 e 12 anni non compiuti che viaggiano non accompagnati devono presentare il documento attestante il risultato del test con esito negativo al Covid-19 eseguito nelle 72 ore antecedenti  l’imbarco;
g) i passeggeri di età inferiore a due anni sono esentati dalla presentazione  del test per i viaggi nella Repubblica Federativa del Brasile;
2) Un documento, cartaceo o digitale, comprovante la compilazione del modulo di Dichiarazione sanitaria del viaggiatore (DSV) nelle 72 ore precedenti la partenza per il Brasile, con l’accettazione delle misure sanitarie che devono essere rispettate durante il periodo di permanenza nel Paese (il modulo è disponibile all’indirizzo: https://formulario.anvisa.gov.br/.
Sono esenti dal rispetto delle misure di cui sopra:
– le soste tecniche, nel territorio brasiliano, di aeromobili provenienti dall’estero, a condizione che non vi sia sbarco di viaggiatori senza previa autorizzazione dell’autorità sanitaria.

A partire dal 26 gennaio 2021 sono temporaneamente vietati i voli internazionali verso il Brasile con partenza o transito dal Regno Unito e Sud Africa

Rimane temporaneamente vietato l’imbarco per il Brasile di viaggiatori stranieri provenienti dal Regno Unito e Sud Africa o che ivi abbiano transitato negli ultimi 14 giorni.

Sono previste eccezioni per alcune categorie, che dovranno rispettare in ogni caso un periodo di 14 giorni di quarantena.

Per maggiori informazioni, contattare direttamente la compagnia aerea.

I voli interni per raggiungere San Paolo e Rio de Janeiro sono limitati, ma ancora operativi. Si invita a consultare il sito web dell’Ambasciata d’Italia a Brasilia

Si segnala che vige il divieto di ingresso in Italia dal Brasile fino al 6 aprile 2021, ma l’Ordinanza 13 febbraio 2021 del Ministro della Salute italiano e il DPCM 2 marzo 2021 prevedono alcune, limitate eccezioni.

COLOMBIA & COVID-19

Le Autorità Colombiane per fronteggiare l’ aumento dei contagi da COVID-19 in Colombia, hanno introdotto le seguenti misure.
1) A partire dal 7 gennaio 2021 è obbligatorio per tutti i viaggiatori compresi i minori, un test PCR con risultato negativo al Covid-19 effettuato al massimo  96 ore prima dell’imbarco.
In caso di mancanza del test,  il passeggero dovrà giustificare all’aerolinea e alle Autorità migratorie colombiane il motivo dell’impossibilita di effettuarlo  e dovrà rispettare una quarantena  di  14 giorni dopo il suo arrivo. Tale isolamento potrà essere accorciato soltanto se il viaggiatore accetti di  effettuare il test all’arrivo in Colombia, rispettando l’isolamento obbligatorio fino al risultato negativo.
2) E’ obbligatoria prima di imbarcarsi la compilazione del formulario on line “Check-Mig” di Migración Colombia (https://www.migracioncolombia.gov.co) e la app “CoronApp”.
Si raccomanda inoltre di consultare i siti e i social del Ministero della Salute colombiano (https://www.minsalud.gov.co) per aggiornamenti sulla situazione sanitaria e su eventuali misure restrittive dei movimenti, che possono essere decise anche dalle Autorità locali.
Per quanto riguarda la Capitale, si consiglia di consultare il sito (https://bogota.gov.co/) e i social del Comune di Bogotà in quanto la situazione è in continua evoluzione.

CUBA & COVID-19

A causa dell’incremento del numero dei contagi registrati a gennaio, il Governo di Cuba ha  introdotto  nuove misure restrittive.

Per i viaggiatori in arrivo dall’estero:
– al momento dell’imbarco sul volo per Cuba, tutti i viaggiatori sono tenuti a esibire un certificato un test PCR con risultato negativo al Covid-19 effettuato al massimo  72 ore precedenti l’ingresso a Cuba. Inoltre, sono tenuti pagare una tassa sanitaria di 30 USD (o importo equivalente in altra valuta estera convertibile).
– All’ arrivo a Cuba, i viaggiatori in ingresso sono sottoposti a un test PCR in aeroporto.
– Successivamente  svolgono un periodo di isolamento presso strutture ricettive selezionate dall’Autorità cubana (sostenendo il costo del trasporto e della permanenza presso tali strutture).
– Al quinto giorno di isolamento sono sottoposti a un ulteriore test PCR. Se l’esito è negativo si conclude l’isolamento e si può muoversi nel Paese.  In caso di risultato positivo, il viaggiatore viene trasferito in ospedale (se sintomatico) o presso un centro di sorveglianza epidemiologica (se asintomatico).
Importante: Per i viaggiatori stranieri in possesso di  una prenotazione confermata in hotel ,  è tuttora valida un’eccezione a tale schema.  A tali categorie di turisti non viene effettuato l’ultimo PCR, al quinto giorno dal loro ingresso a Cuba. Quindi, dopo il risultato del test PCR effettuato in aeroporto,  i turisti possono continuare a svolgere il proprio soggiorno nella struttura prenotata,  dove comunque restano sotto sorveglianza  epidemiologica da parte del medico competente.

Per decisione delle Autorità locali, tutta l’area metropolitana dell’Avana è sottoposta a coprifuoco, con divieto di circolazione per tutti i veicoli e le persone, dalle ore 21:00 alle ore 05:00 del giorno successivo. Tale misura rimarrà in vigore fino a data da definirsi.

Sono ridotti numero e frequenza dei voli in arrivo a Cuba.  Pertanto si raccomanda di contattare la compagnia aerea per chiedere conferma del volo prenotato o informazioni su eventuali voli alternativi.

PERU’ & COVID-19

In Perù è tutt’ora in vigore lo stato di emergenza e la situazione epidemiologica connessa al Covid-19 ha convinto  il Governo peruviano  a prendere importanti decisioni che di seguito indichiamo.

1) Reintroduzione della quarantena obbligatoria di 14 giorni per tutti coloro (cittadini peruviani, residenti e turisti) che fanno ingresso nel paese.

La quarantena viene  effettuata presso il domicilio o presso strutture sanitarie dedicate, secondo quanto indicato dalla autorità competenti.  Le  autorità locali, hanno previsto  la possibilità di effettuare un test PCR, trascorsi 6 giorni di quarantena.  Nel caso di esito negativo la quarantena può  essere interrotta. Qualora il viaggiatore scelga di non effettuare il test trascorsi i 6 giorni, dovrà effettuare l’intero periodo di quarantena (14 giorni).

2) Divieto di ingresso  per tutti gli stranieri non residenti in Perù provenienti da Europa, Sud Africa  e Brasile o che abbiano effettuato uno scalo negli ultimi 14 giorni prima dell’ingresso nel Paese in quei Paesi.

Dal divieto di ingresso sono esclusi : equipaggi di aerei, missioni speciali di tipo politico, medico o di polizia, personale delle rappresentanze diplomatiche accreditate, personale inviato per prestare aiuto umanitario o comunque coinvolto in progetti di cooperazione internazionale. Parimenti, sono esclusi lavoratori stranieri di imprese o istituzioni operanti in Perù che necessitano delle loro specifiche competenze per l’esercizio delle loro funzioni. Il datore di lavoro deve comunicare alla Direzione di Salute Internazionale del Ministero della Salute l’arrivo di tali ultime categorie con un preavviso di 72 ore.

3) Conferma del blocco dei voli internazionali dall’Europa, dal Sud Africa e dal Brasile per il quale è stata decisa la proroga fino al 14 marzo 2021. Confermato fino alla stessa data anche il blocco dei voli commerciali provenienti da tutti gli aeroporti superiori a otto ore di volo da Lima.

Si conferma al momento l’operatività dei voli commerciali da Lima verso destinazioni raggiungibili con massimo 8 ore di volo. In caso di effettiva emergenza, si ricorda di prendere tempestivo contatto con l’Ambasciata del proprio Paese di provenienza  a Lima.

Si segnala inoltre che dal 31.01.21 sono in vigore forti misure restrittive a livello nazionale, diversificate in base al livello di rischio epidemiologico delle varie zone. A Lima è disposto il coprifuoco  tutto il giorno per 7 giorni a  settimana: solo una persona per famiglia è autorizzata a uscire una volta al giorno per approvvigionamento di beni di prima necessità (alimenti, medicinali).

Maggiori informazioni circa le misure disposte sono disponibili sui siti https://www.gob.pe/coronavirus e https://diariooficial.elperuano.pe/Normas/covid19

ASIA

COREA DEL SUD & COVID-19

In ragione della persistenza, sebbene su scala ridotta, del COVID-19 in Corea del Sud, si raccomanda di seguire le indicazioni delle autorità locali negli spostamenti in loco.

Dal 01.04.2020 è in vigore la quarantena obbligatoria per tutti i viaggiatori in arrivo in Corea del Sud.

Dal 01.01.2021 tutti gli stranieri che entrano in Corea del Sud attraverso gli aeroporti del Paese (e a partire dal 15.01.2021 dai porti sudcoreani) devono presentare  il risultato del test PCR negativo al Covid-19 emesso entro le 72 ore antecedenti la data di partenza. L’esito del test va presentato in inglese o in coreano, oppure con traduzione certificata in inglese.

All’arrivo tutti i viaggiatori, anche se asintomatici, sono sottoposti al test COVID-19 nelle apposite strutture sanitarie allestite presso il porto o l’aeroporto d’ingresso. Le persone risultate positive sono ricoverate per il trattamento in apposite strutture o sottoposte al monitoraggio presso un “Living Treatment Center” a seconda della gravità dei sintomi, mentre le persone risultate negative devono osservare la quarantena monitorata di 14 giorni.

I cittadini stranieri asintomatici con visto d’ingresso di lungo termine residenti  in Corea devono osservare la quarantena presso la propria residenza. I cittadini stranieri con visti di breve termine e tutti gli altri viaggiatori sprovvisti di un domicilio in Corea devono effettuare la quarantena  nelle strutture indicate dalle autorità di immigrazione a spese proprie (ca 110€/giorno).

Sono previste eccezioni alla quarantena :
– A1 visti diplomatici
– A2 visti ufficiali
– A3  accordi bilaterali con il Paese di provenienza.
E’ inoltre possibile ottenere un apposito certificato (Isolation Exemption Certificate) per viaggi d’affari e visite accademiche o umanitarie da parte delle autorità diplomatico-consolari coreane competenti al rilascio del visto d’ingresso.
In entrambi i casi, il viaggiatore è comunque sottoposto al test  PCR  all’arrivo in Corea ed è soggetto al  “monitoraggio attivo” attraverso la registrazione sulla Self-Analysis App e le telefonate a cadenza giornaliera da parte delle autorità sanitarie coreane.

Non sono soggetti a quarantena coloro che rimangono nell’area transiti dell’Aeroporto Internazionale di Incheon, ma una volta abbandonata tale area, anche soltanto per prelevare il proprio bagaglio, tutti i passeggeri sono sottoposti alle misure di quarantena.

Tutti i cittadini stranieri che violano le disposizioni sono espulsi e sottoposti al divieto d’ingresso in Corea.

E’ sospesa la validità dei visti rilasciati prima del 05.04.2020. Chi deve  entrare in Corea del Sud deve  avere il visto d’ingresso. E’ necessario il visto anche per soggiorni di durata inferiore ai 90 giorni.

Per contrastare i contagi da COVID-19,  dall’ 01.06.2020 le autorità locali hanno disposto che i residenti in Corea con visti di lungo periodo – qualora intendessero uscire dal Paese e poi rientrarvi  – dovranno ottenere un permesso di re-ingresso dall’Ufficio Immigrazione di competenza.

Per maggiori informazioni, si raccomanda di consultare la sezione Informazioni Generali (per informazioni sul visto d’ingresso da richiedere tassativamente all’Ambasciata sudcoreana a Roma o al Consolato Generale della Repubblica di Corea a Milano) e il sito dell’Ambasciata d’Italia a Seoul www.ambseoul.esteri.it

GIAPPONE & COVID-19

Al momento dell’arrivo, al viaggiatore è richiesto di esibire un certificato di test PCR con risultato negativo al Covid-19 effettuato al massimo  72 ore precedenti l’ingresso in Giappone. In aeroporto le Autorità effettueranno sul posto un test salivale di cui si deve attendere il risultato del test (ca 3 ore).

Dal 05.03.2021, per la diffusione a livello mondiale di alcune “varianti” del COVID-19,  il Governo giapponese ha imposto ulteriori misure obbligatorie (test PCR e quarantena di 14 giorni),  per  i viaggiatori provenienti  da Paesi tra cui Italia, Austria, Belgio, Brasile, Danimarca, Francia, Germania, Olanda, Nigeria, Slovacchia, Svezia, Svizzera ed Emirati Arabi Uniti che si aggiungo a Regno Unito, Sud Africa, Israele e Irlanda. Per la lista completa dei Paesi e per ulteriori informazioni si rimanda al presente link https://www.japan.travel/en/coronavirus/#measures_government

I viaggiatori di questi Paesi saranno posti in isolamento per i primi 3 giorni dal loro arrivo in una struttura indicata dalle autorità di quarantena giapponesi.  Al terzo giorno sarà effettuato un ulteriore test, a cura delle autorità sanitarie giapponesi e in caso di risultato negativo le persone potranno raggiungere esclusivamente con mezzi privati (non mezzi pubblici), il luogo da loro prescelto per terminare il periodo di quarantena di 14 giorni.

Per chi risultasse positivo si dovranno osservare i protocolli sanitari indicati dalle autorità giapponesi (protocolli che possono prevedere sistemazioni temporanee o  ricoveri, a seconda della gravità del quadro clinica, presso alberghi o strutture sanitarie ad hoc).

Dal 14.01.2021 una violazione della quarantena  è punita con una pubblicazione del nome e dei dati personali del reo e – in casi gravi che coinvolgono cittadini stranieri – anche con la revoca dello status di residente e conseguente espulsione dal Paese.

Dal 28.12.2020 fino a data da definirsi è sospesa la possibilità di chiedere il visto di rientro alle rappresentanze diplomatiche e consolari giapponesi, per quanti abbiano già lo status di residenza riconosciuto ma non abbiano ancora un visto (ad esempio per studio o lavoro), così come la possibilità di richiedere un visto per effettuare visite brevi d’affari su invito di aziende locali. È sospesa inoltre, per lo stesso periodo di tempo, la possibilità di evitare l’isolamento fiduciario al rientro, per i titolari di Residence Card che intendano lasciare il Giappone per un breve viaggio d’affari.

I visti per turismo continuano ad essere sospesi sino a diverso avviso delle autorità giapponesi.

I cittadini stranieri che abbiano soggiornato in Paesi soggetti al divieto d’ingresso nei 14  giorni precedenti la richiesta di ingresso in Giappone non possono entrare nel Paese  dal  04.01.2021 fino a data da definirsi, anche se in possesso di un visto con “EX-R” rilasciato da Rappresentanze diplomatiche giapponesi all’estero.

E ‘stata decisa inoltre la sospensione del rilascio di nuovi visti “EX-R” da parte di tutte le Rappresentanze diplomatiche giapponesi all’estero dal 28.12.2020 fino a data da definirsi.

Situazione voli: In esito alle sempre più stringenti misure restrittive relative all’ingresso di cittadini stranieri nel Paese, la maggior parte dei voli tra il Giappone e altri Paesi, in particolare Europei, sono stati sospesi o cancellati.

I voli diretti da/per l’Italia operati da Alitalia sono sospesi fino a nuova comunicazione. Si prega di contattare le singole compagnie o agenzie di viaggio per avere dettagli su eventuali cancellazioni o su eventuali richieste di test per salire a bordo.

L’Ente Nazionale del Turismo Giapponese (JNTO) ha un numero diretto (+8150 38162787) h24 che fornisce informazioni turistiche e consigli relativi al coronavirus.

INDONESIA & COVID-19

Per la diffusione a livello mondiale di alcune “varianti” del COVID-19,  il Governo indonesiano ha deciso  un nuovo inasprimento delle misure di distanziamento sociale su larga scala (PSBB), dopo gli allentamenti disposti nei mesi precedenti.  Inoltre dal 24.12.2020 sono  state introdotte nuove e più severe disposizioni in materia di ingressi e soggiorni in Indonesia.

Resta confermata la sospensione di ogni esenzione dai visti d’ingresso e dei “visa on arrival”.

Attualmente l’ingresso di cittadini stranieri in Indonesia è vietato.

Fanno eccezione alcune categorie (agenti diplomatici, possessori di permessi di soggiorno temporanei e permanenti non ancora scaduti, personale straniero impiegato in progetti strategici e aiuti sanitari, equipaggi di navi e aerei). Gli ingressi sono comunque subordinati all’ottenimento del visto dalla competente rappresentanza indonesiana.
Le richieste vanno effettuate on line, sul sito del Direttorato Generale per l’Immigrazione, all’indirizzo https://visa-online.imigrasi.go.id/index.xhtml

In ogni caso l’ingresso in Indonesia è subordinato all’esibizione di un certificato medico in lingua inglese che attesti l’effettuazione da non più di 72 ore prima della partenza di un test PRC Covid-19 con esito negativo.

Dopo l’ingresso in Indonesia è inoltre necessario mettersi in isolamento per 5 giorni in una delle strutture indicate dalle autorità indonesiane ed effettuare 2 nuovi test PCR, uno subito dopo l’arrivo e uno dopo i 5 giorni di isolamento, e rispettare le disposizioni sanitarie e di distanziamento sociale e sottostare ai controlli da parte delle autorità.

I cittadini stranieri che si trovano ancora regolarmente in Indonesia, cui era stato rilasciato un permesso di soggiorno di emergenza, quali i beneficiari di “visa on arrival”, di visti per visitatori e di APEC business Travel Card, possono richiederne l’estensione, ottenendo un permesso di soggiorno per visitatori o di un permesso di soggiorno temporaneo. Le estensioni hanno comunque validità di massimo 30 giorni.

Informazioni più dettagliate sono disponibili sul sito istituzionale della Direzione Generale per l’Immigrazione all’indirizzo https://www.imigrasi.go.id/ nella sezione “Covid-19”.

I collegamenti aerei da e verso l’Europa rimangono limitati e irregolari.

INDIA & COVID-19

Il 21.10.2020 le Autorità indiane hanno ripristinato la validità di tutte le categorie di visto in corso di validità, ad eccezione dei visti turistici e medici nonché  di quelli rilasciati in formato elettronico (e-Visa). Per i dettagli è opportuno  far riferimento al sito internet dell’Ufficio immigrazione indiano (Bureau of Immigration) all’indirizzo  https://boi.gov.in e di prendere contatto diretto con l’Ambasciata indiana a Roma o il Consolato Generale indiano a Milano.

Chi è titolato ad entrare  in India deve essere  in possesso di un test PRC Covid-19 con esito negativo effettuato nelle 72 ore antecedenti  l’arrivo nel Paese.

Almeno 72 ore prima dell’arrivo, i viaggiatori con voli su Delhi dovranno compilare un’auto-dichiarazione on line sul sito  www.newdelhiairport.in (sezione Air Suvidha in alto a destra nella homepage).

Al momento della registrazione,  dovranno anche impegnarsi  ad effettuare una quarantena di 14 giorni:  7 giorni da trascorrere nelle strutture indicate dalle Autorità indiane, seguiti da altri 7 giorni di isolamento fiduciario domestico (tutto a proprie spese).

I passeggeri possono fare istanza di esenzione dalla quarantena e dall’isolamento fiduciario domestico mediante presentazione di un certificato di test PCR negativo al Covid-19 che eseguito entro 72 ore prima del viaggio. Il certificato andrà caricato sul portale sopra indicato. Qualora le autorità indiane concedano l’esenzione, i passeggeri saranno tenuti ad osservare 14 giorni di auto-monitoraggio sanitario.

Dalle 23:59 del 22.02.2021, i passeggeri di voli in arrivo o transito da Europa continentale, Regno Unito e Medio Oriente saranno obbligatoriamente sottoposti a proprie spese a test molecolare al loro arrivo in aeroporto indiano.

Il test PCR  da effettuarsi all’arrivo in aeroporto indiano potrà essere prenotato sul portale www.newdelhiairport.in (sezione Air Suvidha) all’atto del caricamento del certificato di negatività al Covid-19. Tali adempimenti sono richiesti anche ai connazionali intenzionati a soggiornare in territorio indiano per meno di 14 giorni.

Disposizioni aggiuntive del Governo del Maharashtra.
A aprtire dal 27.12.2020 il Governo del Maharashtra ha stabilito che i passeggeri in arrivo a Mumbai con voli provenienti da tutti i Paesi europei, dal Medio Oriente e dal Sud Africa, dovranno obbligatoriamente sottoporsi a 14 giorni di quarantena (a spese del viaggiatore)
La quarantena viene svolta  strutture (per lo più alberghi) esclusivamente indicate dalle Autorità indiane. E’ stata data indicazione alle strutture di accoglienza di ritirare i passaporti, in modo da evitare che i passeggeri si sottraggano alla misura restrittiva.
Al 7° giorno di quarantena, ai passeggeri verrà fatto un test per Covid-19. In caso di risultato negativo, il passeggero potrà trascorrere il resto della quarantena presso il proprio domicilio o altro luogo di elezione. Il risultato verrà stampigliato sulla mano, in modo che eventuali violazioni siano immediatamente evidenti e perseguibili da parte delle Autorità locali. Solo al termine della quarantena il passeggero sarà libero di circolare, sempre nel rispetto delle regole in vigore. In caso di esito positivo , il passeggero sarà trasferito in ospedale per ricevere le cure del caso. La misura non ha una data di termine e non ammette eccezioni. Resta l’obbligo per i possessori di passaporto italiano di presentare al momento dello sbarco a Mumbai, oltre a un valido titolo di ingresso, un test PRC Covid-19 con esito negativo effettuato nelle 72 ore antecedenti  l’arrivo nel Paese.

I connazionali temporaneamente presenti in India sono invitati a segnalare con urgenza la propria presenza all’Ambasciata d’Italia a New Delhi o ai Consolati Generali a Mumbai e a Calcutta, a secondo della zona del Paese in cui ci si trova. In caso di positività al Covid-19, si invita a prendere immediato contatto con l’Ambasciata a New Delhi o con i Consolati Generale di Calcutta e Mumbai, a seconda della zona del Paese in cui ci si trova.

MYANMAR  & COVID-19

Le autorità governative del Myanmar  hanno sospeso il rilascio dei visti ai cittadini stranieri ed i normali collegamenti aerei internazionali. Sono consentiti esclusivamente in voli umanitari e di soccorso. Resta in vigore anche il divieto di ingresso attraverso i valichi di frontiera terrestri per tutti i cittadini stranieri. Tali provvedimenti sono in vigore fino al 31.03.2021 ed è possibile che vengano prorogati oltre tale data.

I visti vengono rilasciati solo in casi eccezionali come missioni ufficiali urgenti o per ragioni stringenti, anche di lavoro o di affari.

Prima dell’imbarco per un volo speciale diretto in Myanmar sarà necessario esibire un test PRC Covid-19 con esito negativo effettuato nelle 72 ore antecedenti  l’arrivo nel Paese.

Si dovrà inoltre essere sottoposti ad un particolarmente stringente  isolamento fiduciario. 1 settimana presso la propria abitazione nel Paese di provenienza (che va  da documentate  con certificato medico in lingua inglese)  e addirittura  3 settimane in Myanmar: 2 in una struttura designata dall’ autorità governativa (hotel) e un’altra presso la propria dimora. In Myanmar, durante la quarantena nella struttura designata, si sarà sottoposti nuovamente a test (a proprie spese).

Il governo ha inoltre disposto l’obbligo, per chiunque voglia recarsi nella capitale del Myanmar, Nay Pyi Taw, di osservare 2 settimane di quarantena presso la propria abitazione e di sottoporsi al test. Tale test sarà a carico del viaggiatore se l’interessato si reca per propri motivi nella capitale; se invece viene invitato dal governo birmano, il pagamento del test Covid-19 è a carico delle autorità locali.

Per il disbrigo di tutte le pratiche di visto e ulteriori informazioni, si consiglia di prendere contatto con l’Ambasciata del Myanmar competente per Paese di residenza.

Il Ministero della Salute e dello Sport del Myanmar ha introdotto un numero di emergenza dedicato al Covid-19: 0095673420802.

SINGAPORE  & COVID-19

Resta  il divieto d’ingresso a Singapore  per tutti i viaggiatori a breve termine provenienti dall’Italia.

Per i viaggiatori a breve termine provenienti da altri paesi é possibile entrare a Singapore solo se si rientra negli specifici accordi stipulati dalle autorità locali con un numero limitato di Paesi: per i dettagli si invita a consultare il presente link  dedicato a Air Travel Pass, Reciprocal Green Lane, Periodic Commuting Arrangement.

I viaggiatori autorizzati in rientro a Singapore, compresi i cittadini e i residenti permanenti, prima della partenza sono tenuti a presentare una dichiarazione sul proprio stato di salute utilizzando apposito form.

In aggiunta, i possessori di visti di lungo periodo e i loro familiari a carico prima di poter iniziare il viaggio devono:
-ottenere l’approvazione del locale Ministry of Manpower (MOM), facendo richiesta tramite apposito form, disponibile a partire dal 30esimo giorno precedente la partenza;
– essere in possesso di un test PRC Covid-19 con esito negativo effettuato nelle 72 ore antecedenti  l’imbarco.

Dalle 23.59 del 24.01.2021 tutti i viaggiatori autorizzati in rientro a Singapore, all’arrivo in aeroporto sono sottoposti a test PCR.

I cittadini singaporiani, i residenti permanenti e i possessori di visti di lungo periodo, compresi i familiari a carico, che abbiano soggiornato negli ultimi 14 giorni in Paesi diversi da quelli soggetti ai suddetti accordi, compresa l’Italia, sono tenuti ad osservare l’isolamento di 14 giorni (21 se si proviene da Regno Unito e Sud Africa) nella struttura alberghiera designata a proprie spese (spesa prevista ca. 2000 dollari di Singapore).

Durante questo periodo, che non può essere ridotto per nessun motivo, non è consentito  lasciare la propria abitazione o stanza. Il mancato rispetto di tale termine comporta sanzioni pecuniarie (fino a 10000 dollari di Singapore), arresto  fino a sei mesi e revoca del permesso di soggiorno.

Al termine della quarantena tutti i viaggiatori di età superiore ai 6 anni sono sottoposti a test PCR con spese a proprio carico (circa 200 dollari di Singapore).

Per i cittadini singaporiani, i residenti permanenti e per i possessori di visti di lungo periodo, compresi i familiari a carico, che abbiano soggiornato negli ultimi 14 giorni in uno dei paesi inclusi negli accordi summenzionati sono applicate misure meno restrittive, indicate qui.

Dal 2 giugno i transiti sono consentiti a quelle compagnie aeree che abbiano ottenuto una preventiva autorizzazione dalla Civil Aviation Authority di Singapore (CAAS) e in automatico a tutti voli operati da Singapore Airlines, AirAsia, Scoot, SilkAir in partenza dagli aeroporti dalle città indicate in questa lista .

E’ sospeso fino a nuovo ordine lo scalo delle navi da crociera. A partire dal 1 settembre i cambi di equipaggio sono consentiti nelle circostanze indicate qui.

Alla luce dei ridotti collegamenti aerei con l’Italia e con l’Europa, si raccomanda, prima di mettersi in viaggio, di effettuare adeguate verifiche presso il proprio vettore o la propria agenzia di viaggi e di chiedere loro assistenza per un’eventuale modifica dell’itinerario.

Per maggiori informazioni sulle misure adottate dalle autorità di Singapore, consultare il sito web del locale Ministero della Salute www.moh.gov.sg, e dell’Autorità Marittima e Portuale www.mpa.gov.sg.

THAILANDIA  & COVID-19

Le autorità thailandesi hanno prorogato fino a nuovo ordine lo stato di emergenza nazionale decretato il 26 marzo 2020 in risposta all’emergenza sanitaria causata da COVID-19. Rimangono chiuse dal 21 marzo 2020 tutte le frontiere terrestri.

A partire dal 01.03.2021, i voli sono autorizzati solo presso l’aeroporto Suvarnabhumi di Bangkok (BKK).

Ciascun passeggero deve essere in possesso di:
1)Certificato medico di fit to fly
2)Certificato medico attestante l’effettuazione di un test PRC Covid-19 con esito negativo nelle 72 ore antecedenti  il viaggio.
3)Assicurazione sanitaria con un massimale non inferiore a 100.000 USD che copra tutto il mondo, o comunque la Thailandia, con copertura di tutte le spese collegate al trattamento del COVID19.
La mancanza o non correttezza di uno  di questi documenti comporta il rifiuto dell’ imbarco da parte del vettore aereo responsabile del controllo.

E’ sempre previsto il transito obbligato attraverso una “sealed route” predeterminata, un’area di transito separata dal resto dell’aeroporto. Il transito può durare fino a 12 ore. E’ vietato operare transiti da Paesi classificati come “ad alto rischio COVID19”. La classificazione del rischio viene aggiornata di settimana in settimana.

Le compagnie aeree devono sottoporre alla CAAT (Autorità per l’Aviazione Civile) e all’Amministrazione dell’Aeroporto di BKK il piano di volo/transito con almeno 24 ore di anticipo.

Sempre a partire dal 01.03.2021,  sono  consentiti i transiti aeroportuali, oltre che tra voli charter, anche tra voli commerciali.

E’ permesso il rientro dei cittadini thailandesi all’estero, di diplomatici e familiari, equipaggi di aerei e navi, persone in possesso di un permesso di lavoro, familiari di cittadini thailandesi, personale impegnato nel trasporto di merci necessarie.  Ad eccezione degli equipaggi e del personale impegnato nel trasporto di merci necessarie, a tutti è richiesto un certificato medico “fit to fly” e un test COVID negativo, entrambi rilasciati non più di 72 ore prima della partenza.

Nel caso di ingresso nel Paese da parte di viaggiatori stranieri (per motivi diversi da quelli già indicati), prima di partire è necessario richiedere all’Ambasciata di Thailandia nel Paese in cui ci si trova un’apposita autorizzazione (c.d. Certificate of Entry); la procedura può essere avviata sul sito https://coethailand.mfa.go.th.

Per tutte le categorie di viaggiatori, una volta arrivati in Thailandia, è previsto l’obbligo di quarantena  per 14 giorni – a proprie spese – in strutture e alberghi indicati dalle Autorità, che andranno prenotati in anticipo.

Estensione del visto d’ingresso: Le istanze di autorizzazione all’ingresso in Thailandia devono essere presentate all’Ambasciata thailandese competente in base al Paese in cui ci si trova.

Chi è già presente in Thailandia può rinnovare il proprio visto secondo le procedure previste dalle Autorità thailandesi, per le quali si consiglia di consultare il sito web dell’Immigrazione thailandese e di contattare per tempo l’Ufficio dell’Immigrazione competente.

Si ricorda che non sono necessarie e non vengono rilasciate lettere di sostegno delle Ambasciate ai fini del rinnovo del proprio visto.

UZBEKISTAN  & COVID-19

Tutti  i viaggiatori, indipendentemente dal paese di provenienza, devono presentare all’ingresso nel paese un certificato (in lingua inglese o russa),  attestante l’effettuazione di un test PRC con esito negativo al Covid-19 nelle 72 ore precedenti l’arrivo.

All’arrivo è inoltre richiesto a tutti i viaggiatori di effettuare un ulteriore test rapido antigenico.

A partire dal 10.03.2021, non è più prevista alcuna quarantena dopo l’ingresso nel Paese, essendo considerato sufficiente il risultato negativo dei due test citati.

Le autorità uzbeke hanno disposto per i cittadini stranieri che si trovano in Uzbekistan il prolungamento automatico della validità dei visti che, a seguito di successive proroghe, è attualmente esteso fino all’adozione dei provvedimenti che sanciranno la fine della pandemia.  Il medesimo regime si applica anche per tutti i cittadini stranieri che si trovano legalmente senza visto in Uzbekistan.  In entrambi i casi non verranno applicate sanzioni.

Per ulteriori informazioni sulle misure adottate, consultare il sito dell’Ambasciata d’Italia a Tashkent

VIETNAM  & COVID-19

Il Governo del Vietnam  ha disposto che dal 22.03.2020 è sospeso l’ingresso in Vietnam di tutti gli stranieri.

Fanno eccezione i diplomatici, le delegazioni ufficiali, investitori, esperti tecnici, lavoratori qualificati e dirigenti d’azienda.

Le categorie a cui è consentito l’ingresso in Vietnam devono comunque  sottoporsi  all’obbligo di quarantena per 14 giorni in una struttura autorizzata  (governativa o alberghiera).

Le persone titolate  ad entrare in Vietnam devono sottoporsi, nell’arco di tempo compreso tra 1 e 3 giorni prima dell’ingresso nel Paese, ad un test  PCR presso le strutture abilitate, il cui elenco è disponibile qui, e devono essere in possesso di assicurazione sanitaria internazionale che copra le pandemie e quindi il contagio da Covid-19.

Gli interessati sono pregati di prendere contatto con l’Ambasciata italiana ad Hanoi o il Consolato Generale ad Ho Chi Minh City.

Per mitigare i rischi di contagio da Covid-19, In Vietnam sono attive le seguenti norme comportamentali:
1. Uso della mascherina obbligatorio  in luoghi pubblici;
2. Segnalazione obbligatoria degli spostamenti dall’estero e all’interno del Vietnam tramite la compilazione dell’autocertificazione sanitaria disponibile anche in italiano sul sito https://tokhaiyte.vn/ o, in inglese, attraverso la applicazione NCOVI scaricabile su smartphone. La compilazione genera un codice QR che deve essere mostrato a richiesta;
3. Raccomandazione di osservare norme di comportamento idonee a mitigare i rischi di contagio (distanza interpersonale, frequente lavaggio delle mani, evitare luoghi affollati, ottemperare alla verifica della temperatura corporea all’ingresso di edifici e/o esercizi commerciali, ecc.);
4. Raccomandazione di installazione e uso dell’applicazione Bluezone (https://bluezone.gov.vn/), scaricabile su smartphone, per verificare gli eventuali contatti ravvicinati con persone risultate positive al Covid-19.

MEDIO ORIENTE

EMIRATI ARABI & COVID-19

Gli Emirati Arabi sono aperti ai viaggiatori internazionali.

Sono però diverse le regole di ingresso tra Dubai ed Abu Dhabi.

EMIRATO DI DUBAI
Dubai è stato tra i primi a riaprire al turismo internazionale. Oggi tutte le attrazioni sono aperte e fruibili dai visitatori in totale sicurezza ed è richiesto semplicemente il rispetto del distanziamento sociale e l’uso della mascherina! Per entrare nel Paese si deve presentare un certificato di test PCR negativo effettuato al massimo 72 ore prima del viaggio (sono esenti i bambini sotto i 12 anni e i portatori di serie disabilità). I residenti che fanno rientro a Dubai devono chiedere l’autorizzazione alla General Directorate for Residency and Foreigners Affairs (GDRFA).

In virtù dei costi elevati delle strutture sanitarie locali, è vivamente raccomandato ai viaggiatori che si recano negli EAU di stipulare una polizza assicurativa internazionale che copra le spese mediche connesse alle pandemie (e quindi al Covid-19).
Per altre informazioni sulle misure previste per l’ingresso  a Dubai, Abu Dhabi, Dubai e negli altri Emirati del Nord  potete consultare il  sito web del Consolato d’Italia a Dubai: https://consdubai.esteri.it/consolato_dubai/it/la_comunicazione/dal_consolato/2020/03/disposizioni-adottate-negli-emirati.html
Si raccomanda sempre di verificare con la compagnia aerea prescelta le modalità di imbarco prima di effettuare il viaggio.

EMIRATO DI ABU DHABI
L’ingresso ad Abu Dhabi è consentito ai titolari di visto di residenza negli EAU (si raccomanda di verificare sempre la validità prima del viaggio sul sito “Identity and Citizenship Authority (ICA) ) ed ai viaggiatori internazionali non residenti  che hanno diritto a un visto all’arrivo: https://www.etihad.com/en-ae/fly-etihad/visas.
I viaggiatori internazionali in arrivo all’aeroporto di Abu Dhabi devono presentare il  test PCR effettuato nel Paese di provenienza entro le 96 ore dal viaggio e sono sottoposti ad un ulteriore test PCR in arrivo all’aeroporto.  I bambini sotto i 12 anni e le persone con disabilità gravi e moderate sono esentati dal test PCR prima della partenza.
Per  i viaggiatori provenienti da un elenco di paesi “GREEN” (https://visitabudhabi.ae/en/plan-your-trip/covid-safe-travel/permitted-countries) non è necessaria la  quarantena ma dovranno comunque  autoisolarsi fino al ricevimento del risultato negativo del test e ripeterlo al 6° e 12° giorno di permanenza.
I viaggiatori provenienti dagli altri paesi  – Italia e Svizzera incluse – oltre al test all’arrivo, dovranno sottoporsi a quarantena di 10 giorni, monitorati mediante braccialetto elettronico e ripetere il test al’8° giorno di permanenza.
I viaggiatori internazionali che arrivano a Dubai e che proseguono per Abu Dhabi devono esibire al confine fra i due emirati un test PCR  negativo  effettuato nelle 48 ore precedenti. I giorni trascorsi negli altri emirati saranno decurtati dai 10 giorni di quarantena richiesti ad Abu Dhabi. Il braccialetto elettronico viene applicato alla frontiera.
Sono esonerati dall’obbligo di indossare il braccialetto elettronico i passeggeri al di sotto dei 18 anni, quelli al di sopra dei 69, i titolari di passaporto diplomatico e coloro che soffrono di patologie croniche.
Per i passeggeri in partenza da Abu Dhabi la presentazione del tampone PCR negativo è sempre richiesto dalla compagnia di bandiera Etihad e, per i viaggi verso l’Italia, deve essere effettuato non oltre le 96 ore dalla partenza del volo.
Si raccomanda sempre di verificare con la compagnia aerea prescelta le modalità di imbarco prima di effettuare il viaggio.

OMAN & COVID-19

L’Oman è aperto ai viaggiatori internazionali con alcune limitazioni.

Mentre i collegamenti aerei restano operativi, al fine di ridurre i rischi di contagio è stata  disposta la chiusura dei confini terrestri del Sultanato fino a nuove disposizioni.

Dal 04.03.2021 al 20.03.2021 le attività commerciali rimarranno chiuse  dalle 20.00 alle 05.00. La chiusura riguarda anche ristoranti e caffé, inclusi i servizi di asporto. La chiusura si applica anche alle strutture interne agli alberghi. Sono escluse dalla restrizione le farmacie, gli ospedali e i distributori di benzina. Durante il giorno rimane aperta la quasi totalità delle attività commerciali, mentre restano chiuse spiagge e parchi.

Per l’ingresso nel Paese è necessario:
1) prima dell’arrivo nel Sultanato, registrarsi sull’app Tarassud+
2) presentare il certificato di test PCR negativo  effettuato entro le 72 ore precedenti;
3) avere una assicurazione medica internazionale  che includa la copertura per le pandemie e quindi per il COVID-19.
4) All’arrivo in aeroporto si sarà sottoposti ad un ulteriore test PCR.
5) Obbligo di quarantena: è sempre obbligatoria una quarantena di 7 giorni, anche in caso di esito negativo del test all’arrivo. Questa sarà trascorsa in isolamento obbligatoriamente presso una struttura alberghiera, indossando il braccialetto elettronico collegato all’app di tracciamento Tarassud+. L’ottavo giorno viene effettuato un  nuovo  test PCR ed  in caso di esito negativo, si termina la quarantena e il braccialetto viene rimosso.

Dal 25 febbraio 2021 è vietato l’ingresso nel Sultanato a chi arriva dai seguenti Paesi o vi abbia transitato nei 14 giorni precedenti: Brasile, Etiopia, Ghana, Guinea, Libano, Nigeria, Sudan, Sudafrica, Sierra Leone e Tanzania.

Alla luce dei contagi, le autorità omanite hanno confermato  l’esigenza di evitare riunioni e incontri e, per limitare gli assembramenti,  hanno imposto la riduzione della capacità di caffè e ristoranti al 50%, raccomandando di prestare la massima cautela e di aderire alle misure precauzionali (distanziamento sociale, uso delle mascherine etc)

Per ulteriori informazioni sulle misure adottate,  consultare la sezione dedicata del sito dell’Ambasciata italiana a Muscat.

GIORDANIA & COVID-19

La Giordania è aperta ai viaggiatori internazionali pur mantenendo alcune regole preventive necessarie per il monitoraggio e contenimento  dei contagi da  COVID-19, la Giordania ha adottato misure preventive e di monitoraggio.

Per l’ingresso in Giordania è necessario:
1) aver effettuato un test PCR con esito negativo nelle 72 ore prima della partenza;
2) effettuare un secondo test PCR a proprie spese all’arrivo all’ aeroporto di Amman .
Nel caso in cui entrambi i test PCR diano esito negativo, non sarà necessario sottoporsi a isolamento dopo l’arrivo nel Paese.
I bambini sotto i 5 anni di età sono esentati dal test PCR.
3) avere una assicurazione sanitaria internazionale che copra le pandemie (quindi anche il Covid-19)
Inoltre:
– Chi  viaggia in aereo, per ricevere la carta di imbarco, deve compilare e consegnare al check-in il formulario reperibile al link https://www.carc.jo/images/COVID19/Declaration-Form.pdf.
– Chi entra  in Giordania da frontiere terrestri, deve invece registrarsi sul portale https://www.gateway2jordan.gov.jo/landplatform/.
Il viaggiatore che fornisce informazioni false può essere soggetto a una multa fino a 10.000 JOD.

Il Governo giordano continua a mantenere in essere le misure eccezionali per contrastare la diffusione del nuovo coronavirus COVID-19, anche attraverso l’imposizione di chiusure totali (lockdown), a carattere anche locale o temporaneo, recentemente incrementate in considerazione del rilevante aumento di casi.

Il coprifuoco notturno quotidiano dal 13 marzo 2021 si applica dalle 19:00 alle 06:00. Gli esercizi commerciali sono di conseguenza tenuti a sospendere le attività e chiudere entro le ore 18:00. Alle farmacie è permesso continuare a lavorare fino alle 00:00, solo con servizio di consegna a domicilio. A cadenza settimanale, e fino a data da destinarsi, si applica un confinamento totale nella giornata del venerdì (dalle 19:00 del giovedì sera fino alle 06:00 del sabato).

Il movimento tra i diversi governatorati è consentito, ad eccezione delle aree identificate come focolai, rispetto alle quali vigono restrizioni. Data la natura repentina delle decisioni in tal senso, si consiglia di verificare con le Autorità locali l’effettiva possibilità di movimento fuori dalla capitale prima di intraprendere lo spostamento. Il Ministero della Salute giordano ha attivato i seguenti numeri utili: +962 (0)65004545, +962 (0)778410186 e la linea 111 “Ask about Corona”.

Per maggiori informazioni si rimanda al sito dell’Ambasciata d’Italia ad Amman

EUROPA

Da martedì 1 giugno 2021, qualsiasi viaggiatore (di età pari o superiore ai cinque anni) in arrivo a Malta (via aerea e via mare) da tutta l’Italia, sarà tenuto a presentare un test PCR COVID-19 negativo (tampone molecolare) eseguito non più di 72 ore antecedenti l’ingresso a Malta.

In aggiunta verranno richiesti un modulo di autocertificazione e un modulo di Localizzazione Passeggeri entrambi compilati e scaricabili  al seguente link: https://www.maltairport.com/declarationforms/

Attenzione: il mancato rispetto di quanto sopra comporterà il negato imbarco!

Al momento non sono ancora in vigore né il Passaporto Digitale Covid UE, né accordi bilaterali.

ISLANDA & COVID-19

L’Islanda è aperta ai viaggiatori internazionali.

Di seguito gli ultimi aggiornamenti

a) Viaggiatori vaccinati: a partire dal 18.03.2021 è consentito l’ingresso di tutti i viaggiatori in arrivo dai paesi area Schengen e non Schengen, che abbiano completato la vaccinazione anti covid-19 e siano in possesso di un valido certificato attestante la vaccinazione (in inglese o francese).
I viaggiatori vaccinati sono esenti dalle misure di controllo previste per l’ingresso nel paese (https://www.government.is/news/article/2021/03/16/Exemption-from-border-measures-for-vaccinated-individuals-to-be-extended-to-non-Schengen-countries/).

b) Viaggiatori non vaccinati: è consentito l’ingresso dai paesi UE/EFTA e Andorra, Monaco, San Marino e Stato del Vaticano.
Fino al 30.04.2021, salvo le eccezioni, tutti i viaggiatori in arrivo devono essere in possesso di test PCR negativo al Covid-19  (in inglese) effettuato 72 ore antecedenti all’ingresso.
Inoltre i viaggiatori, turisti e residenti,  in arrivo da aree considerate a rischio, indipendentemente dalla durata del soggiorno o dallo scopo della visita, devono sottoporsi ad una procedura di doppio screening: 2  tamponi e quarantena di 5-6 giorni nell’intervallo tra i due tamponi. Il primo tampone viene effettuato nel momento dell’ingresso in Islanda.
Coloro che risultano positivi devono auto-isolarsi ed osservare la quarantena di 14 giorni.

Sono esentati  dalle misure di controllo (ovvero  test PCR prima dell’ingresso, procedura di doppio screening e quarantena)  i  viaggiatori in arrivo che sono in grado di produrre :
– un certificato medico (inglese) che attesti la presenza di anticorpi al SARS-CoV-2 (test PCR o test sierologico) dopo aver contratto il covid-19 ( (https://www.landlaeknir.is/um-embaettid/greinar/grein/item43709/Certificates-regarding-previous-COVID-19-infection-that-are-accepted-at-the-border-in-Iceland-from-10-December-2020)
oppure
– un  certificato di vaccinazione (https://www.landlaeknir.is/um-embaettid/greinar/grein/item44162/Certificate-of-vaccination-against-COVID-19-accepted-at-the-border)

I minori nati nel corso e dopo il 2005 sono esenti dai tamponi.

Prima della partenza, i viaggiatori sono tenuti a  compilare ed inviare, nelle 72 ore antecedenti all’arrivo in Islanda, un’autocertificazione disponibile a questo link: https://visit.covid.is/.

All’arrivo viene raccomandato a tutti i visitatori di scaricare la app di tracciamento Rakning C-19.

Prima della partenza per l’Islanda, si consiglia vivamente di consultare del Governo islandese (https://www.covid.is/english)

PORTOGALLO & COVID-19

Il Portogallo consente l’ingresso dei viaggiatori internazionali con le seguenti limitazioni.

Sono sospesi i voli commerciali o privati di tutte le compagnie aeree da e per il Brasile e il Regno Unito.

Sono permessi voli da/per il Portogallo con: Paesi dell’Unione Europea; Paesi associati Schengen – Liechtenstein, Norvegia, Islanda, Svizzera; Australia, Cina (inclusi Hong Kong e Macao), Corea del Sud, Giappone, Nuova Zelanda, Ruanda, Singapore, Tailandia e Uruguay.

Dal 31.01.2021 i passeggeri di voli provenienti dall’Italia hanno l’obbligo di presentare certificato di test PCR  con esito negativo, effettuato nelle 72 ore precedenti all’imbarco.

Sempre dal  31.01.2021 sono riattivati i controlli alle frontiere terrestri tra Portogallo e Spagna.

I voli da e per altre destinazioni saranno consentiti solo se si tratta di viaggi essenziali. I passeggeri devono comunque presentare per questi voli un test negativo a COVID-19 (RT-PCR), effettuato nelle 72 ore prima dell’orario di partenza.

Per maggiori informazioni si rimanda al sito dell’Ambasciata d’Italia a Lisbona.

Disposizioni per passeggeri diretti a MADEIRA e alla AZZORRE

Per Madeira e le Azzorre i viaggiatori, anche se provenienti da Paesi UE, da area Schengen o da altri Paesi  approvati (dalle Istituzioni UE e dalle autorità locali),  devono rispettare  disposizioni diverse.

MADEIRA:  i passeggeri che volano verso l’arcipelago di Madeira devono
1. presentare un test PCR con esito negativo al COVID-19 effettuato entro 72 ore prima della partenza.
2. In alternativa possono eseguire tale test all’arrivo.

Per ulteriori informazioni: www.visitmadeira.pt

AZZORRE: I passeggeri che volano verso l’arcipelago delle Azzorre saranno soggetti a una delle seguenti opzioni:
1. Presentare un test PCR con esito negativo al COVID-19 effettuato entro 72 ore prima della partenza. Se il soggiorno ha durata superiore a 7 giorni dovrebbe essere effettuato in loco presso i presidi sanitari autorizzati un ulteriore test il 6° giorno dalla data in cui è stato eseguito il primo test.
2. Effettuare il test all’arrivo e rimanere in isolamento preventivo fino all’ottenimento del risultato. Anche in questo caso se il soggiorno ha durata superiore a 7 giorni dovrebbe essere effettuato in loco presso i presidi sanitari autorizzati un ulteriore test il 6° giorno dalla data in cui è stato eseguito il primo test.
3. Tornare nel luogo in cui ti sei imbarcato o recarti in un’altra destinazione al di fuori della Regione Autonoma delle Azzorre, rimanendo, fino al momento della partenza, in isolamento in un hotel indicato a tal fine dalle autorità locali.

Ulteriori informazioni per le Azzorre sono disponibili all’indirizzo covid19.azores.gov.pt.

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