VIAGGIARE SICURI
AI TEMPI DEL COVID-19
VIAGGIARE
SICURI AI
TEMPI DEL
COVID-19

VIAGGIA SICURO,
SEMPRE!

Ci impegniamo a fornire informazioni aggiornate per consentire ai nostri clienti che vogliono e possono viaggiare di farlo in sicurezza in Italia e nel mondo.
Di seguito la lista delle destinazioni da noi trattate corredate dagli aggiornamenti sulla situazione Covid-19

Come leggere i dati:


DESTINAZIONE APERTA

DESTINAZIONE APERTA CON RESTRIZIONI

DESTINAZIONE CHIUSA
(o necessaria quarantena in loco superiore a 7 gg)

Ultimo aggiornamento: 26/01/2021

3.12.2020
COVID-19. NORMATIVA ITALIANA: Il DPCM 3 dicembre 2020 disciplina gli spostamenti da/per l’estero fino al 15 gennaio 2021.
Per ciascun elenco di Paesi sono previste differenti limitazioni. Per il periodo dal 21 dicembre 2020 al 6 gennaio 2021 sono previste inoltre restrizioni ulteriori agli spostamenti sul territorio nazionale e all’ingresso/rientro dall’estero, dai Paesi dell’elenco C. Sono previste inoltre limitazioni a livello regionale, in base alla fascia di rischio in cui è collocata ciascuna regione. Le disposizioni riportate di seguito hanno carattere riassuntivo. Per i dettagli, si raccomanda vivamente l’attenta lettura dell’Approfondimento disponibile su questo sito web.
A – San Marino e Città del Vaticano: nessuna restrizione
B –  Fino al 9 dicembre: Paesi UE, Schengen e associati (tranne quelli in Elenco C), Andorra e Principato di Monaco. Non sono previste restrizioni. Dal 10 dicembre, i Paesi predetti passano in Elenco C e rimangono in elenco B solo gli Stati e territori a basso rischio epidemiologico, individuati, tra quelli di cui all’elenco C, individuati con apposita ordinanza.
C – Fino al 9 dicembre: Belgio, Francia, Paesi Bassi, Repubblica Ceca, Regno Unito, Romania, Spagna. Dal 10 dicembre: tutti i PAESI UE, Schengen e associati, Andorra e Principato di Monaco: obbligo di test molecolare o antigenico effettuato a mezzo di tampone nelle 48 ore precedenti l’imbarco, con risultato negativo. Dal 21 dicembre al 6 gennaio, è previsto l’obbligo di isolamento fiduciario.
D- Australia, Giappone, Nuova Zelanda, Repubblica di Corea, Ruanda, Singapore, Tailandia, Uruguay: obbligo di isolamento fiduciario all’ingresso/rientro in Italia.
E – Resto del mondo: possibilità di spostamenti solo in presenza di precise motivazioni. Obbligo di isolamento fiduciario e sorveglianza sanitaria all’ingresso/rientro in Italia. 
Non è più previsto l’elenco F. I Paesi precedentemente inclusi in tale elenco (Armenia, Bahrein, Bangladesh, Bosnia Erzegovina, Brasile, Cile, Kuwait, Macedonia del Nord, Moldova, Oman, Panama, Perù, Repubblica Dominicana, Kosovo, Montenegro, Colombia) sono ora ricompresi nell’elenco E.
Per i Paesi da/per i quali l’Italia non pone limitazioni, si raccomanda di consultare sempre la Scheda Paese su ViaggiareSicuri: le autorità locali potrebbero ancora mantenere restrizioni all’ingresso per i viaggiatori (anche provenienti dall’Italia).
E’ disponibile anche un questionario, basato sulla normativa vigente in Italia. Il questionario ha carattere informativo, non ha valore legale e il risultato ottenuto non garantisce l’ingresso in Italia o nel Paese di destinazione: cliccare qui per visualizzarlo.

OCEANO INDIANO

23.9.2020

MALDIVE: Covid-19. Aggiornamento: Il Governo delle Maldive ha riaperto le frontiere del Paese a partire dal 15 luglio, ma, a partire dal 25 agosto, a causa dell’aumento dei casi nella zona, ha annunciato – fino a nuovo avviso – alcune restrizione nella regione di “Greater Malè  (nelle isole di Male’, Hulhulmale’ e Villingili), dove il movimento dei veicoli sarà interdetto fra le 20:00 e le 5:00 e sarà applicato il coprifuoco dalle 22:00 alle 5:00.
Poiché tali disposizioni potrebbero variare con scarso o nessun preavviso, si suggerisce sempre di monitorare la situazione sul sito Viaggiare Sicuri e sui siti istituzionali delle Maldive.

Le procedure per l’ingresso dei cittadini stranieri (per motivi di turismo) restano le stesse in vigore precedentemente alla chiusura delle frontiere per la diffusione del COVID-19 (visto ingresso obbligatorio).

Le Autorità Maldiviane hanno annunciato, tuttavia, che, a partire dal 10 settembre, sarà necessario presentare anche un PCR test (tampone COVID) dall’esito negativo per poter fare ingresso nel Paese.

Per maggiori dettagli è consultabile la Guida per la Ripartenza del Turismo nelle Maldive, pubblicata dal Ministero del Turismo di Male’ e disponibile sul sito web dell’Ambasciata d’Italia in Colombo.

Permane il divieto di ingresso e attracco e sbarco per le navi da crociera, yachts e barche safari.

Si ricorda che il DPCM 7 settembre 2020 non consente spostamenti per turismo verso i Paesi inclusi nell’elenco E dello stesso DPCM, che comprende anche le Maldive, e che, per i rientri dalle Maldive, al momento, continua ad essere prevista la quarantena fiduciaria di 14 giorni presso la propria abitazione.

6.10.2020

MAURITIUS: COVID-19. Aggiornamento: Le Autorità di Mauritius hanno disposto una graduale riapertura dei collegamenti internazionali. A partire dal 1 ottobre 2020, i confini di Mauritius sono stati riaperti per cittadini e residenti e per turisti che prevedano di visitare Mauritius per lunghi periodi.

I passeggeri in arrivo a Mauritius dovranno presentare un test PCR negativo al COVID-19 effettuati non oltre 7 giorni prima della partenza. Una volta giunti sull’isola, è obbligatorio sottoporsi ad un periodo di quarantena in strutture ricettive approvate dal governo. Biglietti aerei e il periodo di quarantena obbligatoria in una struttura approvata possono essere prenotati al seguente link messo a disposizione dal Ministero del Turismo mauriziano: https://booking.mymauritius.travel

Durante il periodo di quarantena, i viaggiatori dovranno sottoporsi a un test PCR a 7 e a 14 giorni dall’arrivo. Nel caso uno dei tamponi dovesse risultare positivo, si verra’ trasferiti in una struttura ospedaliera per i necessari trattamenti.

28.10.2020

SEYCHELLES – COVID-19. Aggiornamento: Le Autorità delle Seychelles hanno adottato misure per una graduale riapertura del Paese e per la ripresa del turismo. Dal 1 giugno sono ripresi i voli privati e voli charter ed i cittadini delle Seychelles possono effettuare viaggi all’estero, mentre a partire dal 1 agosto, sono ripresi i voli commerciali internazionali.

L’ingresso nelle Seychelles è permesso solamente a visitatori provenienti da Paesi a basso o medio rischio (tra i quali è inclusa l’ITALIA). Chiunque voglia fare ingresso nel Paese dovrà effettuare un test COVID-19 PCR (Polymerase Chain Reaction) non oltre le 72 ore dalla partenza e compilare la “richiesta di autorizzazione medica di viaggio”, sul seguente sito: https://seychelles.govtas.com/. La procedura per l’emissione dell’Autorizzazione Medica di Viaggio comporta il pagamento di una commissione di 45 € per ciascun viaggiatore straniero adulto, di 6,30 € per bambini stranieri al di sotto dei 12 anni e di 5,40 € per i cittadini delle Seychelles.

Il risultato del test potrà inoltre essere richiesto dalla compagnia aerea al momento dell’imbarco.  Si ricorda tuttavia che la legislazione italiana al momento non consente viaggi per turismo alle Seychelles e ai Paesi dell’elenco E (vds. l’avviso “Covid-19 – Normativa italiana” pubblicato all’inizio di questa pagina).

Il pernottamento è ammesso solo in strutture certificate dalle Autorità sanitarie delle Seychelles. Per ulteriori dettagli sul protocollo relativo ai visitatori in entrata, consultare il seguente sito: http://tourism.gov.sc/wp-content/uploads/2020/07/Seychelles-Visitor-Travel-Advisory.pdf
I porti delle Seychelles saranno chiusi a tutte le navi da crociera fino alla fine del 2021. Port Victoria è l’unico porto operativo, ma solo per attività di navi commerciali, da pesca e da diporto.

Per maggiori informazioni, consultare il sito del Ministero della Salute seicellese  http://www.health.gov.sc/, la sezione sanitaria di questa scheda e il Focus “Coronavirus Covid-19” sulla homepage di questo sito.

8.10.2020

SRI LANKA: COVID-19. Aggiornamento: E’ stato disposto, dal 6 aprile e fino a nuovo avviso, il divieto di ingresso in Sri Lanka per tutti i passeggeri a prescindere dalla nazionalità e dalla provenienza. Fanno eccezione gli atterraggi di emergenza, i cargo e i voli umanitari, gli atterraggi tecnici e l’arrivo di voli “ferry” (senza passeggeri) per rimpatriare stranieri, ma in tutti questi casi gli arrivi dovranno essere preventivamente autorizzati dal locale Ministero degli Esteri. È invece consentito uscire dal Paese.

Si segnala che, al momento, risultano operative varie compagnie aeree, ma le informazioni relative ai collegamenti aerei possono variare con scarso o nessun preavviso. Si raccomanda pertanto di verificare sempre, direttamente, con la compagnia aerea sia l’operatività del volo sia eventuali condizioni di imbarco relative alla prevenzione del Covid-19.

Dal 14 marzo, fino a nuova indicazione, tutti i visti concessi in precedenza per coloro che non si trovassero attualmente nel Paese sono sospesi, come pure   i visti concessi all’arrivo in aeroporto (ETA -Electronic Travel Authorization).

E’ fatto divieto di sbarco a tutti i passeggeri delle navi da crociera, indipendentemente dalla loro nazionalità o provenienza fino a nuova indicazione.
Il 7 ottobre è stato disposto un lockdown nel Distretto di Gampaha a seguito di un sostanziale incremento del numero dei contagi, che potrebbe estendersi ad altre parti del Paese con breve preavviso in caso di ulteriore diffusione dei numeri.

AFRICA

22.10.2020

NAMIBIA: COVID-19. Aggiornamento: Nel contesto di un graduale rilassamento delle misure restrittive vigenti per contenere la diffusione del COVID-19, è consentito entrare in Namibia per ragioni lavorative, formative, di salute e per turismo.

L’ingresso in Namibia è consentito senza alcune restrizioni  a condizione di presentare un test PCR negativo al SARS-COV-2 ottenuto 72 ore prima dell’arrivo.  All’arrivo chi presenta alle autorità namibiane un test PCR negativo al SARS-COV-2, risalente a oltre 72 ore dall’arrivo ma non oltre ai 7 giorni, potrà entrare nel Paese con l’obbligo di osservare 7 giorni di quarantena presso un struttura registrata con il Ministero della Salute namibiano. Per chi non è munito di  un test PCR al SARS-COV-2 e non è cittadino namibiano non sarà consentito l’ingesso nel paese. Per i cittadini namibiani e coloro che possiedono permessi di residenza, lavoro o studio sarà obbligatorio a sottoporsi a test  PCR al SARS-COV-2 e a quarantena. Queste norme sono in vigore dal 22/10/2020 fino al 30/11/2020.

È previsto l’ingresso in Namibia per via aerea esclusivamente attraverso l’aeroporto internazionale “Hosea Kutako” di Windhoek e l’aeroporto di Walvis Bay e, via terra, attraverso i seguenti  varchi di frontiera:
Wenela : Namibia- Zambia (Katima Mulilo)
Ariamsvlei : Namibia – Sud Africa
Noordoewer: Namibia – Sud Africa
Porto di Wavis Bay (via mare)

Per ulteriori informazioni si rimanda alla sezione Situazione sanitaria di questa scheda.

21.10.2020

TANZANIA: COVID-19. Aggiornamento: Il governo della Tanzania ha rimosso quasi tutte le misure precauzionali volte a contenere la diffusione del COVID-19. I voli internazionali sono aperti anche se si possono registrare  ritardi e cancellazioni. In base al Travel Advisory del 5 agosto 2020 del Ministero della sanità della Tanzania, tutti i viaggiatori, sia stranieri che residenti di ritorno, vengono controllati in arrivo per eventuali sintomi della malattia ed in caso sottoposti al test RT-PCR. Non è prevista la quarantena in arrivo. Tutti i viaggiatori, i cui paesi o compagnie aeree richiedono che siano testati negativamente al COVID-19, come condizione per il viaggio, devono presentare un certificato all’arrivo.

Si prega in ogni caso di verificare con attenzione le condizioni di volo con la compagnia aerea prima della partenza dall’Italia.
In assenza di informazioni ufficiali sull’effettivo andamento dell’epidemia in Tanzania, si raccomanda di evitare i viaggi non essenziali nel Paese, ricordando che, in base alla normativa italiana, sono tuttora vietati gli spostamenti per turismo verso i Paesi extraeuropei.

Ai connazionali in visita in Tanzania si raccomanda la massima cautela dal punto di vista sanitario, evitando luoghi affollati, in particolare i trasporti pubblici, utilizzando sistemi di protezione individuale, osservando rigorosamente le regole di igiene e facendo sempre attenzione alle condizioni di salute proprie e delle persone vicine. Maggiori informazioni sono disponibili sul sito dell’Ambasciata a Dar es Salaam (www.ambdaressalaam.esteri.it), alla quale si prega di notificare i propri dati al momento dell’arrivo in Tanzania.

13.11.2020

SUD AFRICA: COVID-19.Aggiornamento: I confini sudafricani sono riaperti a partire dal 1° ottobre 2020 a tutti i viaggiatori internazionali.
Dall’11 novembre 2020 è venuta meno la distinzione fra Paesi ad alto o basso rischio. Sono ammessi in Sud Africa – quale che sia il Paese di provenienza – i viaggiatori in possesso di un test Covid-19 di tipo “PCR” con risultato negativo e risalente a non oltre 72 prima del viaggio. Il test deve essere stato effettuato da un medico/laboratorio abilitato e firmato dal responsabile.

I viaggiatori che non siano in grado di produrre idonea certificazione saranno sottoposti ad un periodo di quarantena a proprie spese.
Si ricorda a chi parte dall’Italia di far riferimento alle disposizioni italiane in materia di spostamenti da/per l’estero, per le quali si rimanda alla sezione “COVID-19. NORMATIVA ITALIANA” posta all’inizio di questo avviso.

Per i cittadini italiani, è stata altresì reintrodotta dalle autorità sudafricane l’esenzione dall’obbligo di visto per breve soggiorno. Non sarà quindi necessario presentare domanda di visto nelle Ambasciate e Consolati sudafricani per soggiorni inferiori ai 90 giorni (Provvedimento reperibile sul sito del Ministero dell’Interno sudafricano a questo link).

Saranno aperti ai voli internazionali gli aeroporti di Johannesburg, Durban e Cape Town, nonché un numero limitato di posti di frontiera terrestri (Lesotho: Maseru; Namibia: Nakop, Vioolsdrift; Eswatini: Oshoek, Mahamba; Zimbabwe: Beitbridge; Mozambico: Lebombo; Botswana: Kopfontein, Ramatlabama, Martin’s Drift, Skilpadshek, Groblerbrug).

Sarà misurata la temperatura dei passeggeri in arrivo e ne verranno esaminate le condizioni di salute; quanti presenteranno sintomi potenzialmente collegati al Covid-19 verranno sottoposti a un test. In attesa dei risultati del test, e in caso di test positivo, i viaggiatori dovranno soggiornare in strutture per la quarantena obbligatoria, sostenendone le spese. I viaggiatori dovranno inoltre scaricare e installare sui propri telefoni cellulari la app “Covid Alert South Africa”. È richiesto che i viaggiatori siano in possesso di un’assicurazione di viaggio.

Nel caso in cui si dovesse viaggiare con figli minori, si raccomanda di portare con sé copia dei relativi certificati di nascita plurilingue (“unabridged birth certificate”) e, nel caso di viaggio con un solo genitore o con accompagnatore, anche una lettera di consenso scritto del genitore che non viaggia (o di entrambi se l’accompagnatore fosse una terza persona), scritta in inglese in carta semplice e corredata da un documento di identità.
Anche per i passeggeri in transito in Sud Africa è richiesto un test PCR negativo effettuato da un laboratorio abilitato nelle 72 ore antecedenti il viaggio.

A partire dal 17 giugno 2020 è consentito spostarsi liberamente tra le provincie sudafricane, tanto su terra quanto per via aerea, anche per turismo.
Per ulteriori informazioni sui provvedimenti in vigore al livello locale, si rimanda alla sezione sanitaria di questa scheda.

AMERICHE

6.10.2020

BRASILE: COVID-19. Aggiornamento: L’ordinanza n. 470 pubblicata il 5 ottobre estende di 30 giorni le restrizioni all’ingresso di cittadini stranieri in Brasile.

Viene confermato che le restrizioni non si applicano a cittadini brasiliani, immigrati residenti , personale di missioni straniere e funzionari accreditati presso il Governo, stranieri che siano coniugi, compagni, figli, genitori o curatori di cittadino brasiliano, stranieri il cui ingresso sia autorizzato specificamente dal Governo per ragioni di interesse pubblico o motivi umanitari, stranieri titolari di registro nazionale migrazione, trasporto merci, ingresso di equipaggi marittimi per via aerea o via navigabile, per lo svolgimento di specifiche funzioni a bordo di navi o piattaforme che operano in acque giurisdizionali, nel rispetto dei requisiti migratori; sbarco, autorizzato dalla Polizia Federale, di equipaggi marittimi in caso di necessaria assistenza medica o connessione aerea per rimpatrio; spostamenti di frontalieri in condizioni di reciprocità (ad eccezione del Venezuela).

Continua ad essere ammesso l’ingresso per via terrestre dello straniero che abbia necessità di imbarcare su un volo di rientro, previa autorizzazione della Polizia Federale richiesta dall’Ambasciata del Paese di residenza.

Le restrizioni all’ingresso sopra descritte non impediscono più, invece, agli stranieri di entrare in Brasile per via aerea, nel rispetto dei requisiti migratori.

Per maggiori informazioni, contattare direttamente la compagnia aerea o visitare la sezione Notizie e Comunicati Stampa del sito web dell’Ambasciata d’Italia a Brasilia www.ambbrasilia.esteri.it. La compagnia aerea LATAM Airlines ha sospeso i voli diretti San Paolo-Milano. La compagnia garantisce il rimborso completo del costo dei biglietti già emessi, assicurando anche il trasferimento da Milano a San Paolo con il ricorso ad altre tratte, per quanti non intendano riprogrammare il volo. Per informazioni, contattare direttamente la compagnia aerea. Sono per il momento operativi i voli Air France (San Paolo – Parigi e Rio de Janeiro – Parigi), KLM (San Paolo – Amsterdam), Lufthansa (San Paolo – Francoforte) e TAP (San Paolo Lisbona e Rio de Janeiro – Lisbona). Tali voli consentono di raggiungere l’Italia con scalo. I voli interni per raggiungere San Paolo e Rio de Janeiro sono limitati, ma ancora operativi. Si invita a consultare il sito web dell’Ambasciata. Poiché le informazioni sul traffico aereo possono cambiare rapidamente, senza alcun preavviso, si raccomanda di contattare la compagnia aerea di riferimento per informazioni sullo stato del proprio volo e per l’individuazione di rotte alternative per raggiungere l’Italia.

Per informazioni sulla situazione sanitaria e sulle misure adottate per contenere il contagio, consultare la sezione sanitaria di questa Scheda.

5.11.2020

COLOMBIA: COVID-19. Aggiornamento: A partire del 1 settembre 2020 è iniziata, con durata almeno fino al 30 novembre, in tutta la Colombia, la fase di isolamento selettivo con l’obbligo di mantenere il distanziamento. L’emergenza sanitaria nazionale è stata prorogata fino al 30 novembre 2020.

È quindi permesso uscire di casa senza restrizioni e frequentare alcuni luoghi di agglomerazione tra cui cinema, palestre, piscine, hotel, casinò, scuole, università, luoghi di lavoro, trasporto pubblico, ristoranti, parchi di divertimento, luoghi di culto, musei e biblioteche. Ogni Comune ha comunque la facoltà di imporre limitazioni in base all’andamento dei contagi.

Sono consentiti gli spostamenti terrestri su tutto il territorio nazionale e viene riattivato il trasporto pubblico e privato intermunicipale.
Per quanto riguarda il traffico aereo, sono in corso di riattivazione i voli nazionali e, a partire dal 21 settembre è iniziata la graduale ripresa dei voli internazionali, per il momento limitatamente ad alcune tratte del continente americano. Non risulta invece definita al momento una data per la ripresa dei voli da/per l’Europa e pertanto le principali compagnie aeree continueranno ad organizzare voli straordinari.

Tutti i viaggiatori in arrivo in Colombia dovranno obbligatoriamente presentare il risultato del test PCR (tampone) negativo al COVID-19, che deve essere effettuato nelle 96 ore precedenti l’orario di partenza del volo; compilare, 24 ore prima dell’imbarco, il questionario Check Mig di Migración Colombia disponibile al link https://apps.migracioncolombia.gov.co/pre-registro/public/preregistro.jsf. Dopo l’inserimento delle informazioni richieste, il passeggero riceverà un’e-mail di conferma che deve presentare in aeroporto alle Autorità migratorie; inviare il resoconto sul proprio stato di salute attraverso l’applicazione CoronApp disponibile per i principali dispositivi mobili.

Presentando il risultato negativo del tampone all’arrivo, non sarà obbligatorio effettuare la quarantena. NON E’ POSSIBILE EFFETTUARE IL TEST PCR  IN COLOMBIA. IN ASSENZA DEL TEST NON VERRA’ CONSENTITO L’INGRESSO NEL PAESE E LE PERSONE SARANNO RESPINTE ALLA PROVENIENZA.

Per i voli, si consiglia di consultare anche il sito dell’Ambasciata d’Italia a Bogotà e quelli delle compagnie aeree.
Le frontiere terrestri, marittime e fluviali con i Paesi confinanti rimangono chiuse fino al 30 novembre 2020.
Per maggiori dettagli è possibile consultare i siti:
– Ministero della Salute (https://www.minsalud.gov.co)
– Migración Colombia (https://www.migracioncolombia.gov.co)
Per ulteriori informazioni sulle misure restrittive adottate a livello locale consultare la sezione sanitaria di questa Scheda.

20.10.2020

CUBA: COVID-19. Aggiornamento: In applicazione delle nuove misure adottate dalle Autorità cubane, dal 16 ottobre è stata ripristinata l’apertura dello spazio aereo nazionale ai voli commerciali di linea. Le Autorità hanno tuttavia disposto una proroga della chiusura dell’aeroporto internazionale Jose Martì de L’Avana, mentre sono stati riaperti gli aeroporti internazionali delle altre principali città del Paese, incluso quello del polo turistico di Varadero.

INGRESSO A CUBA
A partire dal 16 ottobre, la nuova regolamentazione delle frontiere in materia di ingresso a Cuba prevede, in base alla disponibilità di voli commerciali, la possibilità di entrata agli stranieri sia residenti sia temporanei, inclusi i turisti, con obbligo di osservare la quarantena di 14 giorni presso il proprio domicilio o, nel caso di arrivi per turismo, presso la struttura alberghiera di destinazione. Per il momento, non verrà ripristinata l’operatività di alloggi privati e case in affitto nel Paese.
Per quanto riguarda i turisti, non saranno ancora loro accessibili le province de L’Avana, Sancti Spiritus e Ciego de Avila, a causa dell’evoluzione virale nelle predette località. Si ricorda in ogni caso che gli spostamenti per turismo verso i Paesi dell’Elenco E, in base alla normativa vigente, sono tuttora vietati.

USCITA DA CUBA
A partire dal 16 ottobre è decaduto per i doppi cittadini che siano anche doppi residenti (residenti sia a Cuba sia in Italia) l’obbligo di ottenere l’autorizzazione a lasciare il Paese da parte delle competenti Autorità cubane (Ministero dell’Interno – Immigrazione). I cittadini italiani residenti a Cuba che desiderino lasciare il territorio cubano possono farlo, sulla base della disponibilità di voli, senza più informare preventivamente le Autorità di immigrazione.
Per ulteriori informazioni si rimanda al sito dell’Ambasciata d’Italia a L’Avana. Si raccomanda inoltre di consultare la normativa italiana sugli spostamenti da/per l’estero sul sito www.governo.it e le Domande Frequenti disponibili cliccando qui.

30.10.2020

PERU’: COVID-19. Aggiornamento: Le autorità peruviane hanno prorogato lo stato di emergenza nazionale decretato lo scorso 15 marzo fino alla fine di novembre.

Nel quadro dell’avvio della fase 4 dell’emergenza Covid, che prevede la ripresa di diverse attività economiche, è stata decisa la riattivazione, a partire dal 5 ottobre, sotto rigidi protocolli sanitari, dei voli commerciali verso alcuni Paesi della regione: Cile, Colombia, Messico, Ecuador e Brasile (ma solo la città di San Paolo). Da ultimo, è stata prevista la riattivazione dei voli commerciali delle destinazioni raggiungibili con massimo 8 ore di volo da Lima. Non è ancora prevista la riattivazione dei voli commerciali da/per l’Europa.

Al momento risultano organizzati i seguenti voli commerciali speciali: un volo per Amsterdam tutti i giovedì di ottobre (KLM); un volo per Parigi tutti i venerdì del mese (Air France). Sono possibili anche voli con Iberia. Per informazioni è necessario contattare la compagnia aerea.
Per informazioni sui voli commerciali speciali dall’Europa per Lima è invece necessario rivolgersi ai competenti Uffici consolari peruviani.
Si ricorda che la normativa sanitaria italiana prevede fino al 3 dicembre 2020 (salvo ulteriori proroghe) il divieto d’ingresso in Italia per coloro che nei 14 giorni antecedenti abbiano soggiornato o transitato in alcuni paesi a rischio contagio, tra cui il Perù. (Per maggiori dettagli vedasi l’Avviso “Covid-19- Normativa Italiana” e l’Approfondimento di questo sito web).

Maggiori informazioni circa le misure disposte sono disponibili sui siti https://www.gob.pe/coronavirus  e https://diariooficial.elperuano.pe/Normas/covid19

ASIA

2.10.2020

REPUBBLICA DI COREA: COVID-19. Aggiornamento: Si raccomanda di esercitare cautela e di seguire le indicazioni delle autorità locali negli spostamenti in territorio sudcoreano, in ragione della persistenza, sebbene su scala ridotta, del COVID-19 in Corea del Sud. Per maggiori informazioni, consultare la sezione Situazione Sanitaria di questa scheda.

Le autorità sudcoreane hanno disposto, a partire dal 1 aprile, la quarantena obbligatoria per tutti i viaggiatori in arrivo nel Paese.
Di conseguenza, tutti i passeggeri in arrivo, a prescindere dalla cittadinanza e dalla regione di provenienza, saranno soggetti ad isolamento obbligatorio di 14 giorni. Coloro che non hanno una residenza in Corea dovranno auto-isolarsi nelle strutture indicate dalle autorità di immigrazione per 14 giorni al costo totale di ca 2.000.000 Won coreani (pari a 1.400 Euro al tasso di cambio odierno), da pagare all’ingresso nel Paese. Sono previste eccezioni alla quarantena per visti diplomatici e nel caso di viaggi d’affari e per motivi accademici o umanitari previo ottenimento di un apposito certificato da parte dell’Ambasciata coreana, unica autorità  competente al rilascio del visto d’ingresso.

Al momento, non sono soggetti alla quarantena coloro che rimangono esclusivamente nell’area transiti dell’aeroporto internazionale di Incheon ma, una volta abbandonata tale area, anche soltanto per prelevare il proprio bagaglio, tutti i passeggeri saranno sottoposti alla quarantena. All’aeroporto internazionale di Incheon saranno effettuati controlli della temperatura dei passeggeri per tutti i voli in partenza a partire da lunedì 9 marzo. Le compagnie aeree Alitalia, Korean Air e Asiana hanno sospeso i voli diretti tra Italia e Corea del Sud. Si raccomanda di verificare direttamente con la compagnia aerea di riferimento l’operatività del proprio volo.

E’ sospesa la validità dei visti rilasciati prima del 5 aprile 2020. Tutti coloro che devono entrare in Corea del Sud dovranno essere dotati di apposito visto d’ingresso. Dal 13 aprile è necessario il visto anche per soggiorni di durata inferiore ai 90 giorni.

Tra le misure adottate per contrastare la diffusione di COVID-19, le autorità coreane hanno disposto che, dal 1 giugno, i possessori di visti di lungo periodo dovranno ottenere un permesso di re-ingresso per poter rientrare nella Repubblica di Corea.

Per maggiori informazioni, si raccomanda di consultare la sezione Informazioni Generali (per informazioni sul visto d’ingresso da richiedere tassativamente all’Ambasciata sudcoreana a Roma o al Consolato Generale della Repubblica di Corea a Milano), la sezione Sicurezza Sanitaria e la sezione Mobilità di questa Scheda e il sito dell’Ambasciata d’Italia a Seoul www.ambseoul.esteri.it.

3.11.2020

GIAPPONE: COVID-19. Aggiornamento: Come noto, è stata sospesa la validità dei visti emessi da Consolato e Ambasciata giapponese in Italia (ovvero l’etichetta incollata nel passaporto che serve per il primo ingresso in Giappone) dalle 23.59 del 20 marzo. Pertanto, chi ha ottenuto il Japan Visa da Consolato/Ambasciata giapponesi entro il 20 marzo e non è ancora entrato in Giappone, dal 21 marzo non potrà più utilizzarlo a tal fine e dovrà richiedere un nuovo visto. Sempre dal 20 marzo sono, altresì, sospese tutte le esenzioni di visto, quindi per qualsiasi viaggio in Giappone, a qualunque titolo, occorre richiedere il visto presso le Rappresentanze giapponesi in Italia. Si ricorda che dal 27 marzo è in vigore un divieto temporaneo di ingresso per coloro che, prima dell’arrivo in Giappone, siano stati in uno dei Paesi elencati di cui al seguente link: https://www.mofa.go.jp/ca/fna/page4e_001053.html

Tutti i cittadini stranieri titolari di una Residence Card in corso di validità che abbiano lasciato il Paese prima del 31 agosto con un permesso di rientro (re-entry permit) potranno fare rientro in Giappone. Quali requisiti per rientrare in Giappone sono obbligatoriamente richiesti:
– un certificato di tampone PCR negativo effettuato entro le 72 ore dalla partenza del volo;
– una “Re-entry Confirmation Letter” rilasciata dalle preposte autorità diplomatico-consolari giapponesi all’estero (per l’Italia: Ambasciata del Giappone a Roma o Consolato Generale del Giappone a Milano).

Tutti i cittadini stranieri titolari di Residence Card che intendano lasciare il Paese dopo il 1° settembre ne avranno parimenti diritto. Al momento del ritorno dovranno inoltre esibire un certificato di negatività al COVID-19 effettuato entro le 72 ore dalla partenza del volo.

Si segnala che tale certificato deve essere compilato e firmato sul modulo richiesto dalle autorità giapponesi. Se il richiedente non riesce a trovare un’istituzione medica che accetti tale formato, è ammesso un documento in un formato opzionale ma con tutte le informazioni richieste in inglese, in quanto l’omissione di una qualsiasi delle informazioni elencate può comportare il rifiuto dell’autorizzazione all’ingresso in Giappone.

Si raccomanda di leggere con attenzione la Circolare del Ministero della Giustizia di riferimento (http://www.moj.go.jp/content/001327551.pdf) seguendo in particolare tutte le indicazioni riportate in merito ai moduli previsti per la certificazione dei test di negatività da COVID-19.
Per maggiori dettagli si rimanda al sito del Ministero degli Affari Esteri del Giappone (https://www.mofa.go.jp/ca/fna/page4e_001074.html) , nonché al sito dell’Ambasciata d’Italia a Tokyo.

Nota Bene: Al momento dell’arrivo in aeroporto le Autorità giapponesi, oltre a prendere visione del test effettuato all’estero entro le 72 ore dalla partenza del volo, effettueranno sul posto un test salivale. La procedura prevede di attendere in aeroporto il risultato del test (3 ore circa). Quanti risulteranno negativi al COVID-19 potranno lasciare l’aeroporto con propri mezzi (resta infatti vigente il divieto di utilizzare mezzi pubblici) e dovranno osservare l’obbligatoria quarantena (auto-isolamento fiduciario) di 14 giorni presso l’indirizzo di residenza/domicilio che dovrà essere notificato al momento dell’arrivo alle richiedenti Autorità giapponesi. Quanti risulteranno positivi dovranno osservare i protocolli sanitari che verranno indicati dalle competenti Autorità giapponesi (protocolli che possono prevedere sistemazioni temporanee ovvero ricoveri, a seconda della gravità della situazione clinica, presso alberghi/strutture sanitarie ad hoc).

A partire dal 1° ottobre 2020, possono richiedere il visto d’ingresso alle autorità diplomatico-consolari giapponesi all’estero quanti abbiano già uno status di residenza riconosciuto ma non abbiano ancora un visto (ad esempio per motivi di studio o lavoro) e quanti intendano effettuare brevi visite d’affari, a condizione l’azienda invitante o altro ente/soggetto garantisca e assicuri che il richiedente rispetti le misure di isolamento fiduciario previste dall’ordinamento locale (14 giorni) e tutti i protocolli sanitari vigenti. Per maggiori dettagli sulle procedure consultare la sezione Situazione sanitaria di questa scheda.

A partire dal 1 novembre i titolari di Residence Card che intendano lasciare il Paese per brevi viaggi d’affari (non oltre i 7 giorni, esclusi eventuali periodi di quarantena all’estero) potranno essere esentati, al rientro in Giappone, dall’obbligo di autoisolamento previsto per gli altri casi (14 giorni). Verrà ad ogni modo effettuato un test salivale all’arrivo in aeroporto. Anche in caso di test negativo resta vigente il divieto di utilizzo di mezzi pubblici e sarà obbligatoria l’installazione di un’apposita “applicazione” tesa a monitorare gli spostamenti per 14 giorni. È inoltre condizione necessaria la esibizione di una “letter of pledge”, firmata dall’azienda/ente dove l’interessato/a lavorano che conferma le esigenze lavorative del viaggio all’estero nonché gli impegni a rispettare le disposizioni previste dalle autorità sanitarie giapponesi.

I visti per turismo continuano ad essere sospesi sino a diversa determinazione da parte delle competenti autorità del Giappone.
Situazione voli: In esito alle sempre più stringenti misure restrittive relative all’ingresso di cittadini stranieri nel Paese, la maggior parte dei voli tra il Giappone e altri Paesi, in particolare Europei, sono stati sospesi o cancellati. I voli diretti da/per l’Italia operati da Alitalia sono sospesi fino a nuova comunicazione. Si prega di contattare le singole compagnie o agenzie di viaggio per avere dettagli su eventuali cancellazioni.

L’Ente Nazionale del Turismo Giapponese (JNTO) ha un numero diretto (+8150 38162787) h24 che fornisce informazioni turistiche e consigli relativi al coronavirus.
Per le ulteriori misure adottate dalle autorità locali, si raccomanda di consultare la sezione Situazione Sanitaria- Malattie Presenti di questa scheda.

29.10.2020

INDONESIA: COVID-19. Aggiornamento: Il costante aumento dei casi di contagio da COVID-19 ha indotto le autorità indonesiane a prendere in considerazione un nuovo inasprimento delle misure di distanziamento sociale su larga scala (PSBB), dopo l’allentamento disposto dal Governatore di Jakarta a metá ottobre.

Per informazioni sulle misure interne adottate dalle autorità locali, si rimanda alla sezione Situazione sanitaria di questa scheda.
Dal 19 ottobre sono in vigore nuove disposizioni in materia di ingressi e soggiorni in Indonesia.
Resta confermata la sospensione di ogni esenzione dai visti d’ingresso e dei “visa on arrival”.

Gli ingressi in Indonesia sono consentiti solo a categorie di stranieri limitate (agenti diplomatici, possessori di permessi di soggiorno temporanei e permanenti non ancora scaduti, personale straniero impiegato in progetti strategici e aiuti sanitari, equipaggi di navi e aerei). Sono stati inoltre introdotti i visti per visitatori e i visti per soggiorni temporanei, che possono essere rilasciate per specifiche finalità, purchè la richiesta sia presentata da uno sponsor che garantisca la copertura delle spese di soggiorno, e a condizione che si disponga di un’assicurazione sanitaria ovvero si sottoscriva l’impegno a sostenere ogni spesa medica. Le richieste vanno effettuate in modalità elettronica, seguendo le indicazioni presenti sul sito del Direttorato Generale per l’Immigrazione all’indirizzo https://visa-online.imigrasi.go.id/index.xhtml .

In ogni caso l’ingresso in Indonesia è tassativamente subordinato all’esibizione di un certificato medico in lingua inglese che attesti l’effettuazione da non più 7 giorni di un test PRC Covid-19 (cosiddetto tampone) con esito negativo e all’osservazione di auto-quarantena di 14 giorni presso le proprie residenze, o in alternativa presso strutture designate dalle Autorità sanitarie, nonché all’impegno ad sottostare alle disposizioni di ordine sanitario e di distanziamento sociale e ai relativi controlli da parte delle autorità. Potranno inoltre essere effettuati controlli sanitari all’arrivo, che possono includere anche test sierologici e altri approfondimenti clinici.

I cittadini stranieri che si trovano ancora regolarmente in Indonesia, cui era stato rilasciato un permesso di soggiorno di emergenza, quali i beneficiari di “visa on arrival”, di visti per visitatori e di APEC business Travel Card, possono richiederne l’estensione, ottenendo un permesso di soggiorno per visitatori o di un permesso di soggiorno temporaneo. Le estensioni hanno comunque validità di massimo 30 giorni.

Informazioni più dettagliate sono disponibili sul sito istituzionale della Direzione Generale per l’Immigrazione all’indirizzo https://www.imigrasi.go.id/ nella sezione “Covid-19”.
Si segnala inoltre che i collegamenti aerei da e verso l’Europa rimangono limitati e irregolari.
Per informazioni sulle misure interne adottate dalle autorità locali, si rimanda alla sezione Situazione sanitaria di questa scheda.

25.11.2020

INDIA: COVID-19. Aggiornamento: La situazione epidemiologica del COVID-19 è in deterioramento nel Paese. Si invita a rispettare la distanza di sicurezza tra le persone, evitare assembramenti, osservare le misure igienico-sanitarie di prevenzione del contagio e attenersi alle disposizioni delle autorità locali, tra le quali spicca l’obbligo di indossare la mascherina protettiva in tutti i luoghi pubblici, sia all’aperto che al chiuso.
In caso di positività al COVID-19, si invita a prendere immediato contatto con l’Ambasciata a New Delhi o i Consolati Generale di Calcutta e Mumbai, a seconda della zona del Paese in cui ci si trova.

In ogni caso si invitano i connazionali temporaneamente presenti in India a segnalare con urgenza la propria presenza all’Ambasciata d’Italia a New Delhi o ai Consolati Generali a Mumbai e a Calcutta, a secondo della zona del Paese in cui ci si trova.
Misure che restringono le attività commerciali e sociali (“Lockdown”)

Il Governo indiano sta attenuando i provvedimenti restrittivi inizialmente decretati con il “Lockdown” del 25 marzo scorso, riaprendo in modo graduale, e a esclusione delle Zone di contenimento della pandemia individuate dal Governo indiano, la maggior parte delle attività economiche precedentemente interrotte.
La circolazione delle persone all’interno degli Stati indiani e tra Stati indiani è comunque sempre consentita e non sono richiesti permessi.

Voli internazionali
La sospensione dei voli internazionali da e per l’India è estesa fino al 31 dicembre 2020: la mobilità aerea internazionale è assicurata solo da voli speciali. Di conseguenza, i regolari voli commerciali dall’India per l’Italia non sono attualmente operativi e per raggiungere l’Italia dall’India è tendenzialmente necessario servirsi di voli con scalo. Nelle more della riapertura almeno parziale del traffico aereo internazionale di linea, sono recentemente stati autorizzati dei “corridoi” che consentono a Lufthansa e AirFrance/KLM di operare tra l’India e l’Europa. Le linee aree in questione gestiscono alcuni voli a settimana in partenza da Delhi, Mumbai e Bangalore. Si invitano pertanto i connazionali interessati a viaggiare anche durante la sospensione del traffico aereo internazionale di linea a prendere direttamente contatto con le predette linee aeree.

Voli nazionali
I voli interni sono stati ripristinati selettivamente a partire dal 25 maggio 2020. Non è necessario ottenere alcuna autorizzazione o permesso per spostarsi in aereo all’interno del Paese. L’accesso all’aerostazione è consentito mostrando il biglietto aereo per la destinazione finale e il passaporto. Ai fini dell’accesso in aeroporto le Autorità indiane raccomandano che i passeggeri attivino sul proprio cellulare l’applicazione di tracciamento gratuita Aarogya Setu.

All’arrivo nella città di destinazione, tuttavia, i viaggiatori possono essere soggetti a quarantena, stabilità dalle Autorità statali o municipali. Per questa ragione si suggerisce, prima di mettersi in viaggio, di verificare la sussistenza di tali eventuali restrizioni all’arrivo.
Per maggiori informazioni sui voli nazionali, le tariffe in vigore e gli orari disponibili, si invitano i connazionali a consultare le compagnie aeree interessate.

Visti di ingresso
Il 21 ottobre scorso le Autorita’ indiane hanno ripristinato la validita’ di tutte le categorie di visto in corso di validita’, ad eccezione dei visti turistici e medici nonche’ di quelli rilasciati in formato elettronico (e-Visa).
Per elementi dettagliati e aggiornati in merito a quanto sopra si consiglia di far riferimento al sito internet dell’Ufficio immigrazione indiano (Bureau of Immigration: https://boi.gov.in) e di prendere contatto diretto con l’Ambasciata indiana a Roma o il Consolato Generale indiano a Milano.
Quanti abbiano titolo all’ingresso in India devono essere anche in possesso di un certificato di negatività al CoViD19 rilasciato a seguito di test tampone naso-faringeo eseguito nei 3 giorni precedenti l’arrivo nel Paese.

Almeno 72 ore prima dell’arrivo, i passeggeri dovranno compilare un’auto-dichiarazione sul portale www.newdelhiairport.in (sezione Air Suvidha in alto a destra nella homepage). Nel registrarsi, dovranno impegnarsi a sottoporsi a 7 giorni di quarantena istituzionale obbligatoria da trascorrere nelle strutture indicate dalle Autorità locali, le cui spese sono a carico del cittadino straniero, seguiti da 7 giorni di isolamento fiduciario domestico.
I passeggeri possono fare istanza di esenzione dalla quarantena e dall’isolamento fiduciario domestico mediante presentazione di un certificato di negatività al Covid-19 a seguito di test RT-PCR (tampone) che andrà eseguito entro le  72 ore precedenti il viaggio. Il certificato andrà caricato sul citato portale. Qualora le autorità indiane concedano l’esenzione, i passeggeri saranno tenuti ad osservare 14 giorni di auto-monitoraggio sanitario.
I connazionali che si trovino in India con un visto non più valido, o che abbiano superato il tempo massimo di permanenza consecutiva permessa, sono autorizzati dalle Autorità indiane a restare nel Paese per un massimo di 30 giorni successivi alla formale ripresa dei voli internazionali commerciali di linea. Fino ad allora è dunque consentito rimanere sul territorio nazionale indiano, senza incorrere in sanzioni o dovere pagare multe. Si potrà chiedere l’emissione di un exit permit, presentando la domanda sul sito web di FRRO.

27.10.2020

MYANMAR: COVID-19. Aggiornamento: In considerazione dell’emergenza sanitaria globale causata da COVID-19, si sconsigliano tutti i viaggi in Myanmar. Le Autorità birmane hanno sospeso il rilascio dei visti ai cittadini stranieri. È vietato l’atterraggio di qualsiasi volo commerciale, sono consentiti solo voli umanitari e di soccorso. È altresì in vigore il divieto di ingresso attraverso i valichi di frontiera terrestri per tutti i cittadini stranieri. Tali provvedimenti sono in vigore fino al 30 novembre ed è possibile che vengano prorogati.

Le Autorità birmane hanno disposto che, al momento dell’imbarco su un volo speciale diretto in Myanmar, sarà necessario esibire un certificato medico, rilasciato non oltre 72 ore prima della partenza, che dimostri di non essere affetti da Covid-19. All’arrivo si verrà sottoposti a misure di quarantena per 21 giorni presso strutture sanitarie birmane, cui farà seguito un ulteriore periodo di 7 giorni da trascorrere presso la propria dimora. Per ulteriori dettagli, si consiglia di contattare l’Ambasciata del Myanmar competente per Paese di residenza.

Il governo ha inoltre disposto l’obbligo, per chiunque voglia recarsi nella capitale del Myanmar, Nay Pyi Taw, di osservare due settimane di quarantena preventiva presso la propria abitazione e di sottoporsi al test per il Covid-19. Tale test sarà a carico del viaggiatore se l’interessato si reca per propri motivi nella capitale; se invece viene invitato dal governo birmano, il pagamento del test Covid-19 è a carico delle autorità birmane.

In casi eccezionali (quali missioni ufficiali urgenti o per ragioni stringenti, anche di lavoro o affari), le Autorità birmane potranno applicare deroghe alle disposizioni sopra descritte riducendo i tempi dell’isolamento fiduciario (una settimana presso la propria abitazione nel Paese di provenienza e due settimane in Myanmar così ripartite: una in una struttura sanitaria birmana e un’altra presso la propria dimora). Sarà comunque necessario esibire prima della partenza il certificato medico che dimostri di non essere affetti da Covid-19 e, una volta in Myanmar, al termine del periodo di quarantena si sarà sottoposti nuovamente al test per il Coronavirus. Al fine di ottenere tale deroga, occorre prendere contatto con l’Ambasciata del Myanmar competente per Paese di residenza.

Il Ministero della Salute e dello Sport del Myanmar ha introdotto un numero di emergenza dedicato al Covid-19: 0095673420802.
Per informazioni sulle misure introdotte a livello locale consultare la sezione sanitaria di questa scheda.
Per informazioni su Covid-19, consultare il Focus Coronavirus sulla homepage di questo sito web.

3.12.2020

SINGAPORE: COVID-19. Aggiornamento: Per tutti i viaggiatori a breve termine permane il divieto d’ingresso a Singapore. Le uniche eccezioni riguardano: coloro che si recano a Singapore per motivi di lavoro provenienti da Cina continentale (esclusivamente da Chongqing, Guangdong, Jiangsu, Shanghai, Tianjin, Zhejian ), Brunei, Corea del Sud, Germania e Indonesia e che abbiano previamente ottenuto il SafeTravel Pass; coloro che abbiano trascorso i 14 giorni precedenti all’arrivo in Australia, Nuova Zelanda, Brunei, Vietnam, Cina continentale e che siano in possesso dell’Air Travel Pass. Dal 22 novembre è sospeso il Safe Travel Pass con Malesia e Giappone. L’Air Travel Pass con Hong Kong, con inizio previsto il 22 novembre, è rinviato a data da destinarsi. In caso di particolari situazioni e a determinate condizioni è possibile richiedere autorizzazione di ingresso a Singapore per un breve periodo attraverso apposito formulario online.

I possessori di visti di lungo periodo e i loro familiari a carico che intendono entrare a Singapore devono ottenere l’approvazione del locale Ministry of Manpower (MOM) prima di poter iniziare il viaggio, facendo richiesta tramite questo form e, dal 18 novembre se provenienti da paesi diversi da quelli sopraindicati, inclusa l’Italia, devono essere in possesso di un tampone molecolare PCR negativo effettuato nelle 72 ore prima della partenza. Con il miglioramento della situazione sanitaria a livello globale, Singapore sta entrando in “fase 3” e il Ministry of Manpower sta gradualmente incrementando il numero di approvazioni. Restano tuttavia ancora margini di incertezza e il rischio di restare bloccati fuori dal paese o di non poter rientrare nella data prevista è ancora presente. Tutti i viaggiatori autorizzati in rientro a Singapore, compresi i cittadini e i residenti permanenti, prima della partenza sono tenuti a presentare una dichiarazione sul proprio stato di salute utilizzando questo form, e sono obbligati a trascorrere un periodo di autoisolamento (Stay Home Notice) di 14 giorni.  Per i cittadini singaporiani, i residenti permanenti e per i possessori di visti di lungo periodo, compresi i familiari a carico, che abbiano soggiornato negli ultimi 14 giorni a Macao, Hong Kong e Taiwan l’auto-isolamento è ridotto a 7 giorni ed è possibile rimanere nella propria abitazione. Per Brunei, Nuova Zelanda, Vietnam, Australia e Cina continentale l’auto-isolamento è eliminato. In entrambi i casi è necessario sottoporsi a tampone all’arrivo in aeroporto, dove è necessario fermarsi fino al risultato del test.

Tutti i viaggiatori (inclusi cittadini singaporiani e residenti permanenti) che abbiano trascorso gli ultimi 14 giorni prima dell’arrivo a Singapore in Sri Lanka, Thailandia, Corea del Sud e Fiji possono trascorrere i 14 giorni di isolamento alternativamente presso le strutture designate o presso la propria abitazione (anche con i propri conviventi, purché quest’ultimi eseguano l’isolamento per la stessa ragione) e devono essere in possesso di un tampone molecolare PCR negativo effettuato nelle 72 ore prima della partenza (dal tampone sono esentati i cittadini singaporiani e i residenti permanenti).

I cittadini singaporiani, i residenti permanenti e i possessori di visti di lungo periodo, compresi i familiari a carico, che abbiano soggiornato negli ultimi 14 giorni in Paesi diversi da quelli sopraindicati e che abbiano lasciato Singapore dopo il 27 marzo (data in cui sono entrate in vigore a Singapore le restrizioni per i viaggi all’estero non essenziali) sono tenuti ad osservare l’isolamento nella struttura alberghiera designata a proprie spese (circa 2000 dollari di Singapore). All’inizio e al termine dell’isolamento tutti i viaggiatori di età superiore ai 12 anni sono sottoposti a test obbligatorio per la rilevazione del COVID-19 con spese a proprio carico (circa 200 dollari di Singapore). Durante questo periodo, che non può essere ridotto per nessun motivo, non sarà permesso lasciare la propria abitazione o stanza. Il mancato rispetto di tale termine comporta una multa fino a 10000 $, una pena detentiva fino a sei mesi e la revoca del permesso di soggiorno.

Dal 2 giugno i transiti sono consentiti a quelle compagnie aeree che abbiano ottenuto una preventiva autorizzazione dalla Civil Aviation Authority di Singapore (CAAS) e in automatico a tutti voli operati da Singapore Airlines, AirAsia, Scoot, SilkAir in partenza dagli aeroporti dalle città indicate in questa lista.

E’ sospeso fino a nuovo ordine lo scalo delle navi da crociera. A partire dal 1 settembre i cambi di equipaggio sono consentiti nelle circostanze indicate qui. Alla luce dei ridotti collegamenti aerei con l’Italia e con l’Europa, si raccomanda, prima di mettersi in viaggio, di effettuare adeguate verifiche presso il proprio vettore o la propria agenzia di viaggi e di chiedere loro assistenza per un’eventuale modifica dell’itinerario. Per maggiori informazioni sulle misure adottate dalle autorità di Singapore, consultare il sito web del locale Ministero della Salute www.moh.gov.sg, e dell’Autorità Marittima e Portuale www.mpa.gov.sg

5.11.2020

THAILANDIA: COVID-19. Aggiornamento : Le autorità thailandesi hanno prorogato al 30 novembre lo stato di emergenza nazionale decretato il 26 marzo in risposta all’emergenza sanitaria causata da COVID-19. Non sono consentiti i transiti aeroportuali. Rimangono chiuse dal 21 marzo tutte le frontiere terrestri. È fatto divieto a tutti gli stranieri di entrare nel territorio thailandese. Eccezioni sono previste per il rientro dei cittadini thailandesi all’estero, per diplomatici e familiari, equipaggi di aerei e navi, persone in possesso di un permesso di lavoro, familiari di cittadini thailandesi, personale impegnato nel trasporto di merci necessarie, stranieri necessitanti di cure mediche (ad esclusione del Covid-19) e relativi accompagnatori. Ad eccezione degli equipaggi e del personale impegnato nel trasporto di merci necessarie, a tutti è richiesto un certificato medico “fit to fly” e un test COVID negativo, entrambi rilasciati non più di 72 ore prima della partenza. E’ previsto per tutte le categorie l’obbligo di osservare, una volta giunti in Thailandia, 14 giorni di quarantena, a proprie spese, presso strutture e alberghi indicati dalle Autorità, che andranno prenotati in anticipo.

Visto d’ingresso: Le istanze di autorizzazione all’ingresso in Thailandia devono essere presentate all’Ambasciata thailandese competente in base al Paese in cui ci si trova, che, in caso di accoglimento dell’istanza, provvederà ad assegnare un posto, a spese dell’interessato, su un volo per la Thailandia.

Il governo della Thailandia ha approvato una nuova proroga fino 31 gennaio 2021 per i visti dei cittadini stranieri nel Paese. Il Governo thailandese ha comunicato che tutti coloro che sono nel Paese con un visto turistico o in regime di esenzione dal visto, oppure che non hanno regolarizzato la propria posizione con l’Immigrazione thailandese, dovranno lasciare il Paese entro il 31 gennaio 2021, perché oltre quella data saranno considerati irregolarmente presenti sul territorio. Si raccomanda, per maggiori informazioni, di consultare il sito dell’Immigrazione thailandese (https://www.immigration.go.th/en/?p=14714) e di contattare per tempo l’Ufficio dell’Immigrazione competente.

Si raccomanda di non attendere i giorni immediatamente precedenti tale scadenza, perché’ i posti disponibili sui voli in uscita potrebbero essere molto limitati.

Traffico aereo: E’ stata inoltre disposta la proroga fino a nuovo ordine della sospensione del traffico aereo di linea in arrivo, ad eccezione dei voli di rimpatrio di cittadini thailandesi, sui quali può essere autorizzato dalle Autorità thailandesi tramite le rispettive Ambasciate l’imbarco delle persone non thailandesi appartenenti alle categorie sopra menzionate. Thai Airways ha sospeso la tratta aerea Fiumicino-Bangkok e Milano-Bangkok. Sono operanti dalla Thailandia, in ogni caso, voli di linea per destinazioni europee. Ai connazionali presenti nel Paese e che intendano rientrare in Italia, si raccomanda di verificare l’operatività del proprio volo.

Traffico marittimo: Misure restrittive vengono applicate anche per i viaggiatori in arrivo su navi provenienti da paesi dove si sono registrati importanti casi di contagio (tra cui l’Italia). Tutte le persone, prima dello sbarco, dovranno osservare un periodo di quarantena di 14 giorni a bordo della nave, mentre sono previste una serie di adempimenti da parte del Comandante della nave (tra i quali l’invio di documentazione attestante l’assenza per i passeggeri di sintomi di contagio da COVID), la cui violazione viene sanzionata con una multa.

Sono proibiti tutti gli eventi che prevedono assembramenti di persone. Sono state inoltre introdotte pene severe per la diffusione di notizie false sul COVID-19, anche tramite social network. E’ richiesto di indossare mascherine e, in alcuni casi, anche di installare una apposita Tracking app.

5.11.2020

UZBEKISTAN: COVID-19. Aggiornamento: Le autorità uzbeke hanno proseguito il progressivo allentamento delle misure restrittive introdotte a causa dell’emergenza sanitaria da COVID-19. Sono state ripristinate le comunicazioni aeree e ferroviarie tra le diverse Regioni del Paese ed il trasporto pubblico, inclusa la metropolitana di Tashkent chiusa dalla scorsa primavera. Dal 20 agosto sono stati riaperti i centri commerciali, i ristoranti, le palestre e le piscine e dal 5 settembre i teatri, i cinema ed altri luoghi dedicati alla ricreazione. Una parziale ripresa dell’insegnamento scolastico e universitario in presenza è stata avviata intorno alla metà di settembre. Rimangono in vigore solo le norme generali di distanziamento sociale e tutto è sostanzialmente permesso, fatti salvi i divieti relativi agli assembramenti.

Il numero di nuovi contagi giornalieri da COVID-19 rimane tuttavia significativo e queste Autorità hanno dichiarato di essere pronte a nuove chiusure se l’attuale miglioramento della situazione epidemica non dovesse proseguire.

Dalla seconda settimana di settembre sono ripresi i collegamenti aerei internazionali di linea, ancora limitati ad un ridotto numero di voli settimanali ed a poche destinazioni quali ad esempio Istanbul, Francoforte, Dubai, Seul, mentre proseguono altri voli speciali a beneficio soprattutto dei cittadini uzbeki che desiderano rientrare in patria.

Dal 1 settembre è stato introdotto per i cittadini di quasi tutti i Paesi (tra cui l’Italia e gli altri Paesi UE) l’obbligo del test COVID 19 negativo entro 72 ore dall’ingresso in Uzbekistan. Rimane anche valido l’obbligo di 14 giorni di quarantena dopo l’arrivo nel Paese.

Le autorità uzbeke hanno disposto per i cittadini stranieri che si trovano in Uzbekistan il prolungamento automatico della validità dei visti che, a seguito di successive proroghe, è attualmente estesa fino all’adozione dei provvedimenti che sanciranno la fine della pandemia. Il medesimo regime si applica anche per tutti i cittadini stranieri che si trovano legalmente senza visto in Uzbekistan. In entrambi i casi non verranno applicate sanzioni.

Per eventuali ulteriori informazioni sulle misure adottate, consultare la sezione sanitaria di questa scheda nonché il sito dell’Ambasciata d’Italia a Tashkent. (https://ambtashkent.esteri.it/ambasciata_tashkent/it/).

VIETNAM: COVID-19. Aggiornamento: In risposta all’emergenza sanitaria causata da COVID-19, il Governo vietnamita ha disposto che dal 22 marzo è temporaneamente sospeso l’ingresso in Vietnam di tutti gli stranieri, ad eccezione di diplomatici, delegazioni ufficiali, investitori, esperti tecnici, lavoratori altamente qualificati e dirigenti d’impresa, che rimangono comunque sottoposti all’obbligo di quarantena per i 14 giorni successivi al loro ingresso nel Paese. A partire dal 5 agosto, potranno entrare in Vietnam solo quei lavoratori altamente qualificati che, in un periodo compreso tra 7 e 3 giorni prima della partenza, si siano sottoposti ad un test del tipo “Real Time-PCR” presso le strutture abilitate, il cui elenco è disponibile qui, e siano in possesso di un’assicurazione sanitaria internazionale che copra anche il caso di contagio da Covid-19. Gli interessati sono pregati di prendere contatto con l’Ambasciata italiana ad Hanoi o il Consolato Generale ad Ho Chi Minh City.

Le norme di salute pubblica e mitigazione dei rischi di contagio da Covid-19 (SARS-Cov-2) cui attenersi sul territorio del Vietnam sono le seguenti:
1. Obbligo di uso della mascherina in luoghi pubblici;
2. Obbligo di segnalare gli spostamenti dall’estero e all’interno del Vietnam tramite la compilazione dell’autocertificazione sanitaria disponibile anche in italiano sul sito https://tokhaiyte.vn/ o, in inglese, attraverso la applicazione NCOVI scaricabile su smartphone. La compilazione genera un codice QR che deve essere mostrato a richiesta;
3. Raccomandazione di osservare norme di comportamento idonee a mitigare i rischi di contagio (distanza interpersonale, frequente lavaggio delle mani, evitare luoghi affollati, ottemperare alla verifica della temperatura corporea all’ingresso di edifici e/o esercizi commerciali, ecc.);
4. Raccomandazione di installazione e uso dell’applicazione Bluezone (https://bluezone.gov.vn/), scaricabile su smartphone, per verificare gli eventuali contatti ravvicinati con persone risultate positive al Covid-19.

MEDIO ORIENTE

28.10.2020

EMIRATI ARABI UNITI: COVID-19. Aggiornamento: Le Autorità degli Emirati Arabi Uniti hanno disposto la ripresa graduale dei collegamenti aerei del Paese con diverse destinazioni nel mondo, inclusi voli settimanali diretti da Abu Dhabi/Dubai verso Milano Malpensa e Roma Fiumicino. I viaggiatori che si recano negli EAU, prima dell’imbarco dovranno sottoporsi a test PCR presso il paese di origine (per l’Italia qualsiasi laboratorio diagnostico, sia pubblico che privato).

L’ingresso negli EAU è consentito ai cittadini emiratini e agli stranieri (quindi anche i cittadini italiani) in possesso di un valido titolo di soggiorno negli EAU e temporaneamente all’estero. Ai fini del reingresso, si rammenta inoltre ai connazionali che gli stessi dovranno contattare le Ambasciate degli EAU nei Paesi nei quali si trovano per richieste di eventuale assistenza.

Si ricorda, inoltre, che in base alla normativa italiana attualmente in vigore, gli spostamenti dall’Italia verso gli Emirati Arabi Uniti sono consentiti solo in presenza di precise motivazioni, quali: lavoro, motivi di salute o di studio, assoluta urgenza, rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza. Non sono quindi consentiti spostamenti per turismo.

Anche alla luce di possibili repentini aggiornamenti delle disposizioni in vigore oltre che dei collegamenti aerei tra l’Italia e gli EAU, si raccomanda di consultare previamente la compagnia aerea e, nel caso di voli con scalo, di verificare anche le disposizioni in vigore nei Paesi di transito.

EMIRATO DI ABU DHABI
L’ingresso nell’Emirato di Abu Dhabi è consentito esclusivamente ai titolari di regolare visto di residenza negli EAU (non sono quindi consentiti ingressi per turismo), la cui validità si raccomanda di verificare prima del viaggio sul sito dell’Autorità Federale emiratina “Identity and Citizenship Authority (ICA)”.

I residenti in arrivo all’aeroporto di Abu Dhabi, in aggiunta al test PCR effettuato nel Paese di provenienza entro le 96 ore dal viaggio, sono sottoposti ad un ulteriore test PCR in aeroporto, ad un periodo di quarantena di 14 giorni monitorato con braccialetto elettronico ed infine ad un ulteriore test il 12mo giorno dall’arrivo. Sono esonerati dall’obbligo di indossare il braccialetto elettronico i passeggeri al di sotto dei 18 anni, quelli al di sopra dei 60, i titolari di passaporto diplomatico e coloro che soffrono di patologie croniche.

Ai residenti nell’Emirato di  Abu Dhabi, in arrivo dall’estero all’aeroporto di Dubai, il braccialetto elettronico verrà applicato al passaggio del confine con l’Emirato.

Per i passeggeri in partenza da Abu Dhabi la presentazione del tampone PCR negativo è sempre richiesto dalla compagnia di bandiera Etihad e, per i viaggi verso l’Italia, deve essere effettuato non oltre le 96 ore dalla partenza del volo.
Si raccomanda sempre di verificare con la compagnia aerea prescelta le modalità di imbarco prima di effettuare il viaggio.

EMIRATO DI DUBAI
I residenti che fanno rientro a Dubai devono chiedere l’autorizzazione alla General Directorate for Residency and Foreigners Affairs (GDRFA). E’ necessario inoltre compilare un “Health Declaration Form” e un “Quarantine Undertaking Form”, forniti dalla compagnia aerea Emirates, in cui l’interessato dichiara di non avere sintomi da Covid-19 e si impegna a sostenere i costi di quarantena, analisi e cura nel caso in cui si dovesse ammalare successivamente di coronavirus o di avere un’assicurazione internazionale valida che copra i trattamenti Covid-19.

I titolari di visto di residenza di Dubai (o altri Emirati del Nord) possono optare se effettuare un test PCR – il cui risultato negativo dovrà essere stampato in lingua inglese o araba –  non oltre 96 ore prima dell’imbarco nel paese di partenza o se effettuare il test direttamente all’arrivo in aeroporto a Dubai.

Ulteriori informazioni sulle specifiche misure previste per l’ingresso a Dubai (e negli altri Emirati del Nord) per i cittadini residenti e per i non residenti, sono reperibili al seguente link sul sito web del Consolato Generale d’Italia Dubai: https://consdubai.esteri.it/consolato_dubai/it/la_comunicazione/dal_consolato/2020/10/disposizioni-adottate-negli-emirati.html
Si raccomanda sempre di verificare con la compagnia aerea prescelta le modalità di imbarco prima di effettuare il viaggio.

30.10.2020

OMAN: COVID-19. Aggiornamento: A partire dal 18 marzo 2020 è sospeso il rilascio di visti turistici e di affari a tutti gli stranieri, inclusi gli italiani. Si raccomanda quindi di evitare viaggi verso l’Oman. L’ingresso nel Sultanato è al momento consentito esclusivamente ai residenti in Oman in possesso di un regolare visto di lavoro o permesso di residenza non scaduto. Dal 1 ottobre l’ingresso non deve più essere preventivamente autorizzato dalle Autorità omanite.

L’aeroporto internazionale di Mascate ha ripreso le operazioni il 1 ottobre 2020. Le procedure prevedono per tutti i passeggeri in arrivo, con l’esclusione dei minori di 15 anni e dei membri dell’equipaggio, l’obbligo di un test PCR da effettuare direttamente in aeroporto al costo di 25 OMR, la registrazione sull’app Tarassud+ collegata ad un braccialetto elettronico di monitoraggio dei movimenti e 14 giorni di quarantena anche in caso di esito negativo del test. E’ inoltre obbligatorio il possesso di un’assicurazione sanitaria, inclusiva di una copertura Covid, per almeno un mese. Il test PCR all’arrivo è obbligatorio anche nel caso in cui sia già stato effettuato un test prima della partenza o durante il viaggio verso l’Oman.
Per i passeggeri in partenza dall’Oman il requisito del possesso di un test negativo dipende dalle procedure previste negli aeroporti di transito e destinazione nonché dalle compagnie aeree, cui si rimanda per una accurata verifica prima della partenza.

Il coprifuoco notturno dalle ore 20.00 alle ore 05.00 è terminato il 24 ottobre 2020, mentre resta in vigore la chiusura di tutte le spiagge, anche durante il giorno, fino a data da destinarsi. Si raccomanda di attenersi a tali misure e alle indicazioni delle autorità locali.
Per informazioni sulle misure adottate a livello locale, consultare la sezione Situazione sanitaria di questa scheda

2.11.2020

GIORDANIA: COVID-19. Aggiornamento: In risposta all’emergenza sanitaria causata da COVID-19, la Giordania ha adottato misure preventive e di monitoraggio che riguardano in particolare le modalità di ingresso nel Paese.

L’aeroporto internazionale di Amman e i valichi di frontiera sono stati riaperti a partire dall’8 settembre, nonostante l’effettiva operatività sia ancora minima e la disponibilità di voli commerciali molto esigua.

Per tutti i viaggiatori in ingresso, occorre registrarsi prima del viaggio sul portale  https://www.visitjordan.gov.jo e scaricare sul proprio dispositivo mobile l’App di tracciamento “Aman”.

Indipendentemente dalla nazionalità e dalla provenienza, vengono applicate le seguenti condizioni:
– essere rimasto per i 14 giorni precedenti il viaggio nel Paese di provenienza;
– munirsi di esito negativo di un test PCR effettuato massimo 5 giorni prima della partenza;
– sottoporsi a un nuovo test PCR in arrivo a proprie spese.

A partire dal 29 settembre, all’arrivo sarà richiesto di sottoporsi a un periodo di isolamento domestico la cui durata varia secondo il Paese di provenienza. Se si proviene da un Paese classificato “verde” o “giallo” la durata sarà di 7 giorni, da un paese “rosso” di 14 giorni. La classificazione dei Paesi viene rivista ogni 14 giorni e si può consultare sul sito www.visitjordan.gov.jo.
Per i non giordani è richiesta l’assicurazione sanitaria che copra la durata del soggiorno.

Per ogni ulteriore dettaglio su procedure, prezzi e modalità di pagamento è possibile consultare il portale https://www.visitjordan.gov.jo.
Qualsiasi viaggiatore che fornisca informazioni false o scorrette può essere soggetto a una multa fino a un massimo di 10.000 JOD.
Si ricorda in ogni caso che, attualmente, in base alla normativa italiana, sono vietati gli spostamenti per turismo in Giordania (vedasi l’Avviso “Covid-19- Normativa Italiana” pubblicato all’inizio di questa pagina).

In considerazione di un nuovo aumento dei casi di coronavirus COVID-19, il Governo giordano sta rafforzando le misure eccezionali assunte per contrastare la diffusione del nuovo coronavirus COVID-19, anche attraverso l’imposizione di chiusure totali (lockdown), a carattere anche locale o temporaneo. Dal 2 novembre e fino a data da destinarsi si applica un lockdown totale nei venerdì mentre è stato esteso il coprifuoco notturno quotidiano dalle 22:00 alle 06:00. Un coprifuoco totale è stato proclamato a partire dal pomeriggio di mercoledì 11 novembre, non appena pubblicati i risultati delle elezioni parlamentari del 10 novembre, e fino alle ore 06:00 di domenica 15 novembre.

Per maggiori informazioni si rimanda al sito dell’Ambasciata d’Italia ad Amman ed alla sezione Situazione sanitaria di questa scheda.
Il movimento tra i diversi governatorati è consentito, ad eccezione delle aree identificate come focolai, rispetto alle quali vigono restrizioni. Data la natura repentina delle decisioni in tal senso, si consiglia di verificare con le Autorità locali l’effettiva possibilità di movimento fuori dalla capitale prima di intraprendere lo spostamento.

Il Ministero della Salute giordano ha attivato i seguenti numeri utili: +962 (0)65004545, +962 (0)778410186 e la linea 111 “Ask about Corona”.

EUROPA

6.10.2020

ISLANDA: COVID-19. Aggiornamento: Ingresso: è consentito l’ingresso ai viaggiatori provenienti dai paesi UE, SEE e dal Regno Unito, nonché Andorra, Monaco, San Marino e Stato del Vaticano. Inoltre, in linea con le decisioni comunitarie, è permesso l’ingresso ad altri 12 paesi terzi (esterni all’area UE/Schengen).  Per i viaggiatori provenienti da altri paesi è permesso l’ingresso solo per viaggi di carattere essenziale. Per maggiori info cliccare qui

Misure all’arrivo: a partire dal 19 agosto 2020 tutti i passeggeri in arrivo in Islanda, turisti e residenti, indipendentemente dalla durata del soggiorno o dallo scopo della visita, possono scegliere o di osservare una quarantena di 14 giorni oppure di effettuare una procedura di doppio screening che comprende due tamponi ed una quarantena di 5-6 giorni nell’intervallo tra i due campioni. Il primo tampone è a carico del viaggiatore e costa 9.000 ISK (se effettuato alla registrazione del viaggio) o 11.000 ISK (se effettuato all’arrivo in Islanda), circa 60-80 euro. E’ possibile effettuare il pagamento del primo tampone al momento della registrazione del viaggio. Il secondo tampone è gratis. Per maggiori informazioni cliccare qui.

Coloro che risultano negativi al secondo tampone non sono più tenuti a prendere precauzioni particolari; coloro che risultano positivi devono auto-isolarsi.  I minori nati nel e dopo il 2005 sono esentati dalla procedura di doppio screening.

Prima della partenza per l’Islanda, i viaggiatori dovranno compilare un’autocertificazione disponibile al link: https://visit.covid.is/.  Ai turisti viene inoltre raccomandato di scaricare l’app. di tracciamento islandese Rakning C-19.

Voli: non ci sono voli operativi diretti tra Italia ed Islanda. Vi sono connessioni con scali (Londra, Parigi, Monaco di Baviera, Stoccolma). Si raccomanda di verificare sempre con le compagnie aeree l’operatività effettiva dei voli.

Situazione sanitaria: informazioni sulla situazione sanitaria in Islanda sono disponibili nel sito dell’Ambasciata d’Italia ad Oslo, in particolare nella pagina “Misure adottate in Norvegia ed Islanda e situazione epidemiologica” (cliccare qui) e alla pagina “Ingressi e rientri, quarantene, domande frequenti” (cliccare qui).

3.11.2020

PORTOGALLO: COVID-19. Aggiornamento : Controllo di Frontiere
È autorizzato il traffico aereo da e per il Portogallo di tutti i voli da e per:
Paesi UE; Paesi associati allo Spazio Schengen (Liechtenstein, Norvegia, Islanda e Svizzera); Australia; Canada; Cina; Corea del Sud; Giappone; Georgia; Marocco; Nuova Zelanda; Regno Unito; Ruanda; Tailandia; Tunisia; Uruguay.

È inoltre autorizzato il traffico aereo, esclusivamente per viaggi essenziali, per e dal Portogallo di tutti i voli provenienti e con destinazione verso i Paesi che non fanno parte dell’Unione Europea o che non siano Paesi associati allo spazio Schengen. Il turismo non rientra tra le finalità autorizzate.
Sono considerati viaggi essenziali quelli destinati a consentire il transito, l’ingresso e l’uscita dal Portogallo di:
Cittadini dell’Unione Europea, di stati associati allo Spazio Schengen e membri delle rispettive famiglie e cittadini di paesi terzi con residenza legale in uno Stato-Membro dell’Unione Europea;Cittadini di paesi terzi che viaggino per motivi di lavoro, di studio, di ricongiungimento familiare, per ragioni di salute o umanitarie;Sono inoltre autorizzati i voli che promuovono il rientro di cittadini portoghesi o titolari di permesso di soggiorno in Portogallo; i voli umanitari; i voli destinati a garantire il rientro di cittadini stranieri che si trovino in Portogallo.I passeggeri di voli da e per il Portogallo e voli da e per Paesi non appartenenti all’Unione Europea o non associati allo Spazio Schengen dovranno presentare, al momento della partenza, prova della realizzazione del test per controllo SARS-Co-2 (con risultato negativo) realizzato nelle 72 ore precedenti l’imbarco, senza il quale non potranno imbarcarsi sull’aereo e non saranno autorizzati a sbarcare in Portogallo.

Qualora il risultato del test non venga presentato da cittadini portoghesi o cittadini stranieri con residenza legale in Portogallo o membri del corpo diplomatico, tali cittadini potranno sbarcare in Portogallo, e saranno immediatamente indirizzati, dalle autorità di sicurezza, a realizzare il test per il Covid-19, i cui costi saranno a carico dei suddetti cittadini.

Coloro che si rifiuteranno di sottoporsi al test incorreranno nel reato di disobbedienza e propagazione di malattia contagiosa e riceveranno immediatamente una notifica recante l’obbligo di realizzare il test entro 48 ore, a proprie spese.

I passeggeri che eseguiranno il test soltanto all’arrivo in Portogallo dovranno rimanere nella propria residenza o nell’alloggio da essi indicato finché non otterranno notifica di risultato negativo al test.

La presentazione del test non è obbligatoria per i passeggeri in transito che non debbano lasciare l’aeroporto.
Attualmente l’Italia non rientra nella lista dei Paesi considerati ad alto rischio epidemiologico, pertanto i cittadini italiani provenienti dall’Italia non necessitano di un test Covid-19 prima di intraprendere il viaggio e non sono soggetti all’obbligo di quarantena per il solo fatto di entrare nel Paese.

Si invita a consultare la sezione Situazione sanitaria di questa scheda per le misure adottate a livello locale, tra le quali si segnalano, in particolare, il divieto di spostamenti tra comuni e le nuove misure speciali di contenimento nei comuni a partire dal 4 novembre.

Disposizioni per passeggeri diretti a Madeira e alla Azzorre
Vigono invece disposizioni diverse per i passeggeri che, anche se provenienti da Paesi UE, Schengen e paesi terzi approvati (dalle Istituzioni UE e dalle autorità locali), sono diretti a Madeira o alle Azzorre.
I passeggeri che volano verso l’arcipelago di Madeira devono presentare un test negativo al COVID-19 effettuato entro 72 ore prima della partenza o possono eseguirlo all’arrivo.

Informazioni specifiche per le isole di Madeira sono reperibili in inglese al seguente link: www.visitmadeira.pt
I passeggeri che volano verso l’arcipelago delle Azzorre saranno soggetti a una delle seguenti opzioni:
1. Presentare la prova del test al COVID-19 fino a 72 ore prima della partenza del volo;
2. Eseguire il test all’arrivo e rimanere in isolamento preventivo fino a ottenere il risultato;
3. Eseguire la quarantena volontaria per un periodo di 14 giorni in un hotel indicato per lo scopo;
4. Ritorno alla destinazione di origine o viaggio verso qualsiasi destinazione al di fuori della Regione, adempiendo, fino al momento del volo, l’isolamento preventivo in un hotel indicato a tal fine.

Ulteriori informazioni per le Azzorre sono disponibili all’indirizzo covid19.azores.gov.pt.
Per maggiori informazioni si rimanda al sito dell’Ambasciata d’Italia a Lisbona.

Le nostre garanzie per viaggiare in sicurezza

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Ogni nostro pacchetto include l’assicurazione medico /bagaglio che garantisce assistenza in viaggio e copertura sanitaria anche in caso di Covid-19 che garantisce al viaggiatore tutela in caso di contrazione del virus in viaggio (ad esempio eventuali spese di quarantena e modifiche di viaggio a essa legate, eventuale indennità forfettaria giornaliera in caso di ricovero etc)

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Per ogni nostro pacchetto il viaggiatore ha la possibilità di acquistare l’assicurazione contro annullamento viaggio con copertura anche per Covid-19 che garantisce l’annullamento fino all’utilizzo del primo servizio contrattualmente previsto.

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